Si è svolto oggi, nel Duomo della “suaVicenza, il funerale di Paolo Rossi, compianto attaccante di Juventus, Milan, Perugia, Vicenza ed Hellas Verona che si laureò campione del mondo in quel mitico Mondiale andato in segna in Spagna nel 1982. Fu proprio “Pablito” a trascinare la Nazionale di Bearzot alla conquista del titolo iridato grazie ai leggendari sei goal messi a segno nel torneo più importante dell’universo calcistico. Tanta la commozione nel giorno dell’addio: istituzioni, ex compagni e tutta la città si sono stretti attorno a Federica Cappelletti, alle figlie Maria Vittoria e Sofia Elena, ad Alessandro figlio della prima moglie Simonetta.

La lettera di Cabrini

Ecco la lettera di Antonio Cabrini: “Ciao Paolo, non mi sembra vero che non sei più tra noi. Ho perso un amico, un fratello. Le emozioni che abbiamo condiviso hanno stravolto la nostra vita. Abbiamo combattuto sempre con la forza di guardare avanti. Siamo stati parte di un gruppo, quel gruppo, il nostro gruppo. Non credevo che ti saresti allontanato così presto. Già mi manchi. Mi mancano le tue parole di conforto, i tuoi scherzi, le tue improvvisate e il tuo sorriso. Sono quelli come te che rendono grande l’amicizia. Se sono quello che sono devo ringraziare anche te. Sarai sempre dentro di me. Io rimarrò vicino alla tua Federica, ma tu rimani vicino a tutti noi“.

Le parole di Altobelli, Collovati e Maldini

Le parole di Alessandro “Spillo” Altobelli sul luogo in cui si è svolto il funerale di Paolo Rossi: “Non ci aspettavamo una tragedia come questa. La vita ti riserva cose belle e momenti come questi. Paolo era un fiore all’occhiello per noi, lui non ci ha voluto coinvolgere nella sua malattia. La famiglia ci aveva sempre rassicurati, era stata una scelta sua quella di non dirci niente. Grazie di tutto Paolo“.

Gli fa eco Fulvio Collovati: “Non riesco ancora a crederci. Fino ad un mese e mezzo fa lo sentivo spesso in chat, poi ha iniziato a non rispondere ed ho capito che c’era qualcosa che non andava. Se ne è andato con dignità, voleva essere il Paolo Rossi che ho sempre visto, sempre sorridente. Noi siamo andati al Mondiale come l’armata brancaleone, Paolo arrivò dopo due anni di inattività. Era deriso da tutti, il suo riscatto e la sua rivincita hanno coinciso con la nostra rivincita. Io se sono campione del mondo lo devo a lui. Come facciamo a dimenticarlo? Quando è arrivato il messaggio di Federica mi si è spezzato il cuore. Era un amico, un fratello. Un ragazzo solare, di una semplicità disarmante. Ho subito tranquillizzato Federica, come si fa dimenticare Paolo?

Il ricordo di Paolo Maldini: “Paolo è stato tante cose. Da 14enne un eroe, poi un compagno. Mi ha accompagnato tante volte a casa, mi ha dato consigli per la mia carriera. Per tutti gli italiani è un mito. Avendolo conosciuto, resta dentro la sua leggerezza. Un supercampione riconosciuto in tutto il mondo, ma una persona normale. Ho avuto la fortuna di avere tanti esempi positivi nella mia carriera, se devo pensare a Paolo penso al suo umorismo, al suo prendersi in giro senza sentirsi star. Per lui parlano i numeri, a volte ci dimentichiamo della grandezza del giocatore“.

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