BRAVE

Violenza sulle donne e violenza domestica: il Consiglio dei Ministri dice sì al Ddl

Dai dati della Direzione Centrale della Polizia Criminale aggiornati al 22 novembre 2021 emerge che nel periodo 1 gennaio – 21 novembre 2021 sono stati 109 gli omicidi con vittime di sesso femminile, di cui 63 uccise da partner o ex partner. Un’urgenza quella della violenza sulle donne sulla quale oggi ha discusso il Consiglio dei Ministri, dando il via libera al disegno di legge “per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica”.

Sì al Ddl contro la violenza sulle donne e violenza domestica

La bozza del disegno di legge, comprendente 11 articoli, è frutto del lavoro delle ministre Elena Bonetti (Pari opportunità e la famiglia), Luciana Lamorgese (Interno), Marta Cartabia (Giustizia), Mara Carfagna (Sud e Coesione territoriale), Mariastella Gelmini (Affari regionali e le autonomie), Fabiana Dadone (gioventù) ed Erika Stefani (Disabilità ). Il testo prevede più tutela alle donne che denunciano e un rafforzamento degli interventi cautelari sugli uomini maltrattanti.

Cosa prevede nel dettaglio il nuovo disegno di legge?

La bozza prevede che per alcuni dei reati contro le donne, in particolare nei casi di violenza domestica, i magistrati potranno procedere anche d’ufficio e, dopo una denuncia o una querela, le forze dell’ordine, a seguito dei primi accertamenti e in caso di pericolo concreto, potranno dunque avviare l’iter per la tutela della vittima. L’organo di polizia lo comunica al prefetto competente il quale può adottare ‘’misure di vigilanza dinamica, da sottoporre a revisione trimestrale, a tutela della persona offesa’’.

Sono inoltre aumentate le pene previste per i reati di percosse, lesioni, minacce, violazione di domicilio e danneggiamento “se il fatto è commesso nell’ambito di violenza domestica da soggetto già ammonito”.

Il pubblico ministero può disporre anche al di fuori dei casi già previsti “il fermo della persona gravemente indiziata” se “sussistono specifici elementi per ritenere grave e imminente il pericolo”, quando” non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice”.

Prevista dal Ddl l’applicazione del braccialetto elettronico per gli uomini che maltrattano, molestano o perseguitano e, più in generale, un rafforzamento degli interventi cautelari nei loro confronti, come maggiore tutela delle donne che denunciano. Per chi manomette il braccialetto elettronico è previsto il carcere, riservato anche a qualsiasi altra violazione da parte del condannato, e subentra l’obbligo di informare la vittima se il suo aggressore sta per essere scarcerato.

Silvia Cristini

Seguici su Metropolitan Magazine

Back to top button