Settembre 2015, una donna elegantissima, camicia di seta, perle, sandali bianchi col tacco e sguardo fiero, marcia verso la Witney Costituency Home, sede dell’allora primo ministro inglese. A bordo di un carro armato, anche lui bianco, e come arma impugna un piumino da spolverare. È una manifestazione pacifica contro “il fracking”, la tecnica di estrazione dei gas naturali che comporta trivellazioni e iniezioni nel suolo di sostanze chimiche dannose per l’organismo e per l’ambiente. La dama dallo sguardo fiero che ha dichiarato guerra al “fracking” è Vivienne Westwood, che proprio oggi compie gli anni.
Ma chi è Vivienne Westwood?

La stilista inglese che ha inventato il punk, attivista politica e anarchica, nasce a Tintwistle, nel Regno Unito. “La madrina del punk”, ha un’infanzia felice. Studia oreficeria e moda alla Harrow School of Art, che abbandona poi successivamente per intraprendere la più pratica carriera di insegnante. Inizia per gioco a creare gioielli, che poi vende sulle bancarelle di Portobello Road. Incontra il suo primo marito, una sera in un locale, ballando il Rock’n’roll. Si sposa con Derek Westwood, arrivando in ritardo anche il giorno del suo matrimonio. Un abito “non da sogno”, come nella favole, ma prettamente alla “Vivienne Westwood”, imbastito ancora da spille da balia e cucito non proprio alla perfezione. Ma l’ideale estetico della stilista era diverso, da quello di quegli anni. Il suo stile presto rivoluzionerà il mondo.
L’anno successivo viene al mondo Ben, il primo figlio. E poco dopo avviene la separazione dal marito. Lei dichiarerà:
-non stavo imparando niente da lui
Vivienne torna a casa dei genitori con Ben, si sfoga disegnando abiti per se stessa. Usa stampini fatti in casa, bucce di patate incise, spille e oggetti di contorno. Di tanto in tanto, va a trovare il fratello, che studia ancora nella Harrow School of Art, divide la stanza con un ragazzo strano, fuori dal comune, il suo nome è Malcolm McLaren. Vivienne si trasferisce con loro, Malcolm la conquista a suon di ragionamenti sulla politica e sull’arte. Dalla relazione nasce un figlio, Joseph.
La prima cosa che facemmo da genitori, fu andare alla riunione del partito socialista operaio, per prendere parte a qualche intrigo trockista.
– V. Westwood
Vivienne e Malcolm, amore e rivoluzione
Vanno a vivere in una casa popolare dove rimangono fino al 1998. Nel 1971 la coppia apre il suo primo negozio, “Let it Rock” al 430 di King’s Road di Londra. Che all’epoca è la sede di uno dei luoghi più leggendari mai esistiti. Il Negozio diventa una vera e propria dichiarazione di intenti in un’epoca dominata dallo stile hippy. Un mondo nuovo fatto a loro immagine e somiglianza.
Vivienne usava la moda per dare voce alla sua resistenza, alla sua ribellione. Citando una delle sue scrittrici di riferimento, Mary Shelley, Vivienne dice:
“L’invenzione non consiste nel creare dal nulla ma dal caos”. Dal caos nascono le cose più belle.”
Proprio dallo stesso caos nascono i suoi abiti sovversivi, tagliati e ricuciti e riempiti di spille da balia che poi sono un tripudio di lamette e collari borchiati.
La gente al giorno d’oggi si veste male siamo molto conformisti, nessuno pensa davvero a quello che indossa, bisogna comprare meno ma scegliere bene, non buttare e prendersi cura dei capi.
– Vivienne Westwood
Questo pensiero diventerà il cuore pulsante della sua creatività. Una donna controcorrente, fuori dagli schemi che ha sfidato le politiche del mondo, sovvertendo le regole del sistema. Il negozio, sarà il mezzo per esprimere le sue idee anticonformiste. Tramite il gioco di nomi che cambierà nel corso del tempo. Da “Let it rock” a “Sex”. Tra i clienti, anche un gruppo di ragazzini tra cui Sid Vicious. Nascono i Sex Pistols e Malcolm diventerà il loro Manager.
I sex pistols e lo stile punk

L’unico obiettivo di Vivienne è uccidere la parola “Conformity”, tramite la moda, unico mezzo per lei di ribellione. E’ lei a dare il look ai Sex Pistols, cucendo così in maniera indissolibile la musica e il Punk. In quel periodo domina il caos, tra le strade londinesi. Vivienne viene fotografata fuori dal tribunale di Londra in t-shirt nera e testa rasata dopo un’accusa di turbamento dell’ordine pubblico, per una maglietta con la bocca della regina Elisabetta, le cui labbra sono infilzate con una spilla da balia. Rivoluzione o vandalismo? Sicuramente il pensiero punk, aveva scosso la politica del tempo, conquistando consensi e nuovi ideali di libertà.
Ma poi come tutte le belle storie, tutto crolla. I Sex Pistols si sciolgono, Sid è accusato dell’omicidio della sua compagna Nancy, Malcolm scappa a Parigi e Vivienne, delusa dalla mancata rivoluzione sociale del Punk, prende le distanze dal movimento e dal marito. Inizia ad occuparsi dei figli, riprende gli studi d’arte, perché per lei:
La storia è l’unico rimedio alla deriva nella quale siamo finiti, noi siamo il passato e ciò che sopravvive al passato è l’Arte e il miglior accessorio è un libro.
-V.Westwood
Dal punk al New Romantic
È la prima che porta in passerella le crinoline, i pizzi e i corsetti. Stile adottato dai Duran Duran e dai Depeche Mode. Vivienne ancora una volta, cuce insieme la musica e la moda. Nel 1992 Vivienne sposa un suo studente di moda, l’austriaco Andreas Kronthaler, con cui è stata fino alla sua morte, nel 2022. Vivienne ha reintrodotto la langerie a vista, la silhouette a clessidra e soprattutto la rivoluzione del tartan e del tweed. Arrestata più di una volta, una donna che ha sconvolto il mondo, tramite cause per la lotta all’ambiente, ma soprattutto la lotta più grande: la libertà di essere chi si vuole, tramite l’uso della moda, proprio come ha fatto lei. Un’ icona indimenticabile, che in qualche modo ha cambiato le sorti della società attuale, trasmettendo un gran coraggio e la sete di rivoluzione.
E’ stata celebrata nella serie tv in cui per la prima volta si è parlato in maniera rivoluzionaria di sesso, Sex and the City: Sara Jessica Parker va all’altare con un suo vestito.
Sostenitrice del disarmo nucleare e della lotta contro il cambiamento climatico. Per lei la moda è stata una scusa per poter parlare di politica. Si spegne all’età di 81 anni, da tempo era affetta da una malattia che non aveva mai voluto rivelare.
Vivienne Westwood, i momenti più iconici
Sicuramente l’entrata trionfale nella manifestazione pacifica contro il fracking, non è l’unico momento più assurdo e fuori dal comune della carriera della Westwood.
La foto con cui sfida apertamente la regina Elisabetta
Quando riceve l’onorificenza di dama dell’ordine dell’impero britannico dalla Regina Elisabetta accetta il titolo ma si scorda di indossare le mutande, una svista che fa il giro del mondo quando Vivienne delizia i fotografi alzando il cappotto e volteggiando nel cortile di Buckingam Palace. Un riconoscimento che Vivienne accetta, ma a modo suo. Sicuramente l’impronta politica anarchica c’è, con questo gesto ha voluto ribadire la sua posizione politica e anticonformista.
Quando ha mandato in passerella delle spille d’oro a forma di pene eretto, per la sfilata della collezione autunno-inverno 2017, a Londra. Oltre i limiti del “genere” e della “sessualità”, un gesto che normalizza il sesso, visto ancora troppe volte come un tabù. Recentemente a cogliere una sfida molto simile, è Diesel, che con la sfilata 2023 ha inaugurato il connubio tra il brand di moda e Durex.
Insomma un donna, che non è solo una stilista ma ha diverse dimensioni. La paladina della rivoluzione politica e ambientale, che parla attraverso la moda. Ha provocato, dettato scandali e raccolto a sè numerosi seguaci. Un po’ come ha fatto Bansky, con l’arte, installando pensieri e ideologie rivoluzionarie a colpi di street art.
Oggi, 8 Aprile 1941, nasceva un’icona della moda. Una delle tante donne che hanno cambiato il mondo.
“I miei abiti hanno una storia, un’identità. Hanno personalità ed un obiettivo, ecco perché diventano dei classici, perché continuano a raccontare una storia. E la stanno ancora raccontando.”
-Vivienne Westwood
Irene Marri
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