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Wayward Strand Recensione, ospizi volanti e tante domande

Wayward Strand è la prima fatica di ghost pattern, una software house con sede a Melbourne in Australia.
Ho avuto la possibilità di provare la versione per Nintendo Switch, parliamone insieme!

Vi anticipo che il titolo non mi è piaciuto più di tanto, soprattutto l’aspetto narrativo, che dovrebbe essere il suo focus. Prendete questa recensione come lo sfogo di chi ha passato preziose ore della sua vita su questo prodotto.

Wayward Strand Recensione, come non scrivere una storia

In Wayward Strand vestiremo i panni della piccola Casey, obbligata da sua madre ad aiutarla sull’ospedale aereo dove lei è capo-infermiera. Nonostante la madre chieda a una bambina di 14 anni di sacrificare parte delle sue vacanze natalizie per questo compito, Casey non si abbatterà e deciderà di raccogliere informazioni per scrivere al termine di questa esperienza un articolo sulla nave-ospedale, raccontando anche le storie dei pazienti a cui farà compagnia.
Nonostante l’impegno che durante il gioco metteremo per rallegrare gli anziani su questa nave che più che un ospedale sembra un ospizio, la madre di Casey se la prenderà con la povera ragazzina tutti i giorni, dimenticandosi che davanti non ha un’infermiera appena assunta ma sua figlia quattordicenne. Un aspetto davvero snervante, che secondo me viene trattato con troppa normalità (per non parlare del fatto che anche gli altri infermieri non saranno da meno). No bambini, se vostra madre è stressata non è giustifica a trattarvi male solo perché lei vi ha procreato.

Non c’è niente che mi innervosisca di più di un gioco che ha la presunzione di vantarsi della profondità del proprio comparto narrativo quando questo è più piatto del pavimento. Questo titolo in potenza ha tantissimi modi per raccontarci storie commoventi e intriganti, ma non lo fa mai. Passiamo le nostre giornate a parlare con anziani che ci narrano la loro vita a mozzichi e bocconi, senza mai approfondire troppo e senza mai interessarci più di tanto. Ci vengono proposti insegnamenti sbagliati, vedi l’infermiera che sottovaluta i sintomi di un paziente perché pensa che in realtà si lamenti per infastidire (e comunque questa soggetta la passa liscia e non viene sbattuta fuori a calci da un oblò).
Troppe, troppe cose che mi hanno infastidita in un titolo che fa della trama il suo punto focale. Tremendo.

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La madre, molto interessata al benessere dalla figlia di quattordici anni che sta obbligando a lavorare

Wayward Strand Recensione, quale gameplay?

Come anticipato, il nostro compito in questo titolo è quello di intrattenere i pazienti dell’ospedale, facendogli domande e aiutandoli se necessario. Fino a qui nulla da ridire, sicuramente non il più entusiasmante dei gameplay ma è peculiarità del genere.
Peccato che ci siano troppi momenti morti. Spesso ci ritroveremo a vagare senza avere nessuno con cui parlare, o perché non ci sarà nulla da dire o perché i pazienti non saranno in camera.
Folle poi secondo me la meccanica per cui spesso per far si che accada qualcosa devi stare seduto nella stanza e aspettare (a volte anche interi minuti). Scusate, ma io non ho tutta la giornata e se sto giocando a qualcosa che deve raccontarmi una storia, vorrei che questa mi venisse raccontata. E non mi venite a dire che la lentezza fa parte del gioco perché una qualunque persona con un po’ di amor proprio avrebbe buttato questo titolo dalla finestra alla seconda volta che questa cosa accade. Ma sfortunatamente non io.
Si tratta di una meccanica che va bene se devi usarla ogni tanto per un personaggio, non per tutti di continuo.
Niente, anche il gameplay di Wayward Strand l’ho trovato snervante.

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Qui stavo aspettando chissà cosa (una gioia probabilmente)

Wayward Strand Recensione, una cosa buona

Come tutti i disastri, c’è sempre almeno una cosa buona. In questo caso è la colonna sonora.
La soundtrack è molto carina e si sposa bene con situazioni, ambientazioni e stile grafico del titolo.
Su questo decisamente nulla da ridire.

Wayward Strand Recensione, ma parliamo della grafica

Wayward Strand ha sicuramente uno stile grafico originale, i modelli dei personaggi sono ben realizzati.
Carini anche gli sfondi in 2D che sembrano quasi acquerellati, peccato che cozzino tremendamente con la realizzazione dei personaggi in 3D.
Anche le animazioni purtroppo sono poche e scarne, per non dire che sono semplicemente brutte.
Per non parlare del fatto che i bug grafici si sprecano: compenetrazioni, interazioni che scompaiono e balloons di testo sparpagliati per lo schermo sono all’ordine del giorno in questo titolo.
Mi dispiace ma questo spettacolo nel 2022 non è più ammissibile. Peccato.

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Qui la mamma ci abbraccia perché ha capito che si è comportata male, pronta a fare lo stesso il giorno dopo

In conclusione…

Wayward Strand è stata una delle cose peggiori che io abbia giocato quest’anno (e ho recensito Aztech: Forgotten Gods). Questo semplicemente perché i titoli che si autoelogiano per alcuni aspetti, vedi la trama, e poi non mantengono le aspettative mi fanno sentire presa in giro.
No, cara software house, non basta infilare due vecchietti in un ospizio per creare una narrazione profonda, ci vuole molto di più. E non intendo paragonare questo aspetto con quello di titoli AAA, tutt’altro. Ma nel 2022, dopo l’uscita di prodotti come Undertale, To the Moon o il più recente Omori, non si può assistere a questo tipo di narrazione.
Non mi dilungo neanche nuovamente sugli altri aspetti di questo titolo, si tratta di una mattonata sui piedi che vorrei far giocare ad altri solo per sfogarmi con qualcuno che comprenda quello di cui sto parlando.
Il voto è decisamente di incoraggiamento, spero ghost pattern impari dai suoi errori e riesca a fare di più in futuro.

wayward strand
Oh guardate che bella questa sequenza, peccato per il gioco

PRO
+Colonna sonora
+Sfondi e modelli dei personaggi carini

CONTRO
-Tanti bug grafici
-Mix 3D-2D mal amalgamato
-Animazioni brutte
-Troppi momenti morti
-Trama fintamente profonda, quasi inesistente e con insegnamenti discutibili

WAYWARD STRAND RECENSIONE | TESTATO SU NINTENDO SWITCH

VOTO: 4.5

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Federica Giorgi

Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.
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