Nel 1898, Charlotte Perkins Gilman pubblica Women and Economics considerato fra i più grandi lavori dell’autrice del romanzo La carta da parati gialla. In questo trattato teoretico Perkins Gilman analizza come il ruolo della donna sia inglobato nell’atto delle faccende domestiche, la cura dei figli e la famiglia stessa tanto da far sì che questi aspetti si trasformino in una sorta di professione. In Women and Economics l’autrice sottolinea qualcosa che, a quei tempi, diventa rivoluzionario: avere dei figli e una famiglia non dà il diritto di precludere l’indipendenza e la libertà di una donna.
Women and Economics, matrimonio e maternità come fattori che escludono l’indipendenza di una donna

In Women and Economics, Gilman pone una riflessione lungimirante; analizzando i rapporti economici fra uomo e donna come sintomo di evoluzione sociale, giunge alla conclusione per la quale l’indipendenza della donna non solo è necessaria, ma può anche giovare al miglioramento della società intera. Dalla maternità, al matrimonio, all’industria, alla discriminazione razziale il ruolo attivo della donna all’interno di un tessuto sociale espone quest’ultimo a evidenti miglioramenti.
Per anni il ruolo della figura femminile era stato relegato alla cura dei figli e alle faccende domestiche, in generale, da parte degli uomini. La donna non solo doveva essere confinata in casa ma ci si aspettava che le donne ”ideali” dovessero anche esser liete di tale condizione. L’atmosfera di malcontento e frustrazione all’interno della famiglia cessava quando decadeva il rapporto sessuale-economico. Le evidenze analizzata da Gilman e riportate in Women and Economics erano chiare: la mancanza di socialità con il mondo esterno da parte della donna era il fulcro delle situazioni di tensione all’interno della famiglia. Una delle convinzioni più radicate dell’autrice era che le donne dovessero mutare le loro identità culturali; a tal proposito, diventa portavoce di numerose prospettive rivoluzionarie che avrebbero visionato il sesso femminile come indipendente sia sul lavoro che nella stessa famiglia.
La prima proposta lungimirante fa riferimento proprio alla spartizione delle faccende domestiche; secondo l’autrice, i lavori di casa dovevano esser divisi in modo equo fra uomini e donne ma, soprattutto, era necessario che ogni donna, sin dalla giovinezza, fosse incoraggiata all’indipendenza. Gilman sosteneva il lavoro fuori casa, affermando nelle sue opere principali che né il matrimonio né la maternità dovessero essere motivo di esclusione dalla vita attiva, né dovessero precluderne le possibilità lavorative.
Distinzioni sessuali e distribuzione del potere
Un’altra tematica affrontata in Women and Economics riguarda la distinzione sessuale fra uomo e donna che, nel tempo, ha generato una distribuzione di potere dannosa per la stessa società. Seguendo questa dinamica ideologica, le donne sono rimaste indietro nelle evoluzioni sociali consentendo all’uomo di farsi portavoce assoluto del progresso. La figura femminile, a differenza dell’uomo, è incasellata in un duplice ruolo: quello di madre e lavoratrice che, tuttavia, fa anche da nutrice e lavora non percependo salario. Quest’immagine è trasmessa e introiettata, di volta in volta, dai figli contribuendo a ostacolare l’evoluzione femminile sia in ambito personale che creativo e perpetuando questo status di prigionia sociale e intellettuale. Solo attraverso dei cambiamenti legali e universalmente riconosciuti in ambito mentale, fisico e sociale la donna può avanzare nella società e dirsi tutelata e libera.
Woman and Economics, Gilman e la professionalizzazione dei lavori domestici
Miriam Schneir include Women and Economics nella sua antologia Feminism: The Essential Historical Writings , menzionando il trattato di Gilman come una delle opere essenziali del femminismo. L’autrice è stata anche fra le prime a proporre la professionalizzazione del lavoro domestico, esortando le donne ad assumere governanti, colf, e cuochi per aiutarle nei lavori di casa. Ma l’intuito previdente di Gilman fa sì che le sue teorie si estendano anche alla logistica interna della casa, immaginando abitazioni senza cucine e progettando, insieme, spazi comuni. Condomini cittadini dotati di cucine cooperative che avrebbero aiutato le donne a conciliare vita lavorativa, famiglia, figli e dato sostegno sociale a quelle mogli che ancora non erano inserite in modo attivo e dinamico all’interno della società.
Il femminismo evolutivo che Gilman descrive in Women and Economics mira all’intersezione tra genere e classe ed è, sicuramente, radicale per quei tempi; tuttavia le proposte dell’autrice evidenziavano come un’inclusione delle donne impegnate nel dinamiche sociali e la loro partecipazione alla forza lavoro producesse un miglioramento della qualità della vita in genere: dalla maternità alla vita coniugale, all’infanzia, alla stessa società .
Stella Grillo
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