Mancano meno di due settimane alle prossime elezioni, quelle che decideranno chi sarà il futuro capo della World Rugby. Colui che presiederà il massimo organo della palla ovale per i prossimi quattro anni. Andiamo a scoprire di più sui due sfidanti, chi è il favorito e qual è il loro programma.

World Rugby: sfida a due tra Beaumont e Pichot

Tra pochi giorni scopriremo chi sarà alla guida per i prossimi quattro anni della World Rugby, la federazione che governa il rugby mondiale. La sfida è più accesa che mai e a darsi battaglia sono l’inglese e attuale presidente Bill Beaumont contro l’argentino e attualmente vicepresidente Agustin Pichot. Una sfida che negli ultimi giorni s’infiamma sempre di più.

Bill Beaumont, con il classico aplomb inglese, rappresenta la sicurezza e quella politica che vuole continuare con la sua linea programmatica cominciata quattro anni fa. Rispettando le tradizioni rugbystiche con uno sguardo vero i nuovi orizzonti.

Augustine Pichot vuole essere l’innovatore, un volto giovane e dinamico, pronto a sconvolgere le basi del rugby internazionale e puntare sulla tecnologia. Forse anche troppo innovatore per uno sport tradizionalista come il rugby.

Entrambi avranno molte “gatte da pelare”; dalla situazione post-pandemia, alle crisi economiche che stanno colpendo molte federazioni, vedi ad esempio il fallimento degli USA. Non solo, sul tavolo ci saranno nuove politiche sociali da affrontare e una ristrutturazione dell’organizzazione globale dell’assetto rugbystico.

Un voto che sembra ancora molto incerto con Beaumont che avrà il pieno sostegno di Inghilterra, Francia e anche della federazione italiana, come dichiarato dal presidente FIR Gavazzi. Pichot è sostenuto oltre che dall’Argentina anche dall’Australia e dalla federazione sudamericana.

Molte le federazioni ancora in dubbio per il voto finale, su tutte Irlanda e Galles. Da una parte potevano rappresentare due roccaforti per l’Inglese Beaumont, alle quali si è rivolto richiamando le basi del Regno Unito. Negli ultimi tempi secondo alcune indiscrezioni, la federazione Irlandese potrebbe votare a favore di Pichot. questo per far pagare a Bernard La Porte, candidato alla vice presidenza, di aver favorito la Francia per l’assegnazione della coppa del Mondo 2023. Danneggiando cosi proprio l’Irlanda. Sullo stesso piano potrebbe attenersi anche il Galles.

Inoltre su Beaumont pesa anche l’ultima vicenda legata a Francis Kean, presidente delle Figi espulso con l’accusa di omofobia e fervente sostenitore dell’inglese.

Insomma una battaglia accesa che si protrarrà fino al 12 maggio, giorno in cui scopriremo il neo presidente. Andiamo a scoprire quali sono le idee dei due candidati per rilanciare il rugby a livello mondiale.

Augustin Pichot: un programma basato sull’innovazione

Ex giocatore, ormai politico della palla ovale, Augustin Pichot ha vestito per 72 volte la maglia dei Pumas argentini, è uno dei personaggi più rappresentativi dell’Argentina. Una carriera da mediano di mischia che si è sviluppata per venti anni nei quali ha conquistato due campionati francesi con lo Stade de France ma sopratutto uno storico terzo posto con la maglia dell nazionale nella coppa del Mondo 2007. Dal 2011 è inserito nella Hall of Fame della World Rugby.

Dopo aver abbandonato il campo da gioco si è dedicato a quello burocratico. Cosi nel 2009, quando ancora era giocatore entra a far parte della federazione argentina. Nel 2016 diventa vice presidente della World Rugby, nel frattempo viene nominato dalla rivista Rugby World il personaggio più influente nel mondo della palla ovale.

Una delle più grandi battaglie affrontate da Pichot in questi anni è stata quella di portare da tre a cinque anni la residenza continuativa di un giocatore all’interno di un paese per avere la possibilità di giocare con la nazionale.

Pichot ha emesso un programma in sei punti per riformare un sistema secondo lui vecchio. In primis sarà quello di affrontare le sfide di COVID-19, come parte di un più ampio allineamento del calendario di gioco globale. Creare una “narrativa avvincente” sia nel rugby a XV che nel seven. Club, sindacati e società di private equity saranno consultati in merito a un torneo annuale con 12-14 test per nazione all’anno.

Costruire una struttura di governance democratica. Un obiettivo a lungo termine di demolire il sistema di voto ponderato che dà più potere alle nazioni benestanti, nonché la compartecipazione alle entrate. Un gioco di base e giovanile in crescita, che comprende anche lo sviluppo di nazioni emergenti come il Brasile e la Tunisia.

Pichot inoltre punta su un gioco sicuro e divertente. Importante un dipartimento dedicato all’innovazione nel mondo del rugby e, la creazione di un videogioco in grado di riscuotere successo tra i giovani.

Commissioni obbligatorie degli atleti per mettere i giocatori al centro del processo decisionale. Discussioni sulla riduzione dei salari per creare sostenibilità e una gestione del World Rugby “adatta allo scopo”. Inoltre rivedere tutte le strutture interne per “ripristinare la fiducia” nell’organismo di governo.

Pichot World Rugby
Augustine Pichot, candidato alla presidenza di World Rugby – credit: Planet Rugby

Bill Beaumont

God Save the King, per citare un eufemismo. Inglese DOC, Sir Beaumont è stato un giocatore di rugby tra glia anni settanta e ottanta, nonché capitano della nazionale inglese.

Dal 2016 è presidente della World Rugby, della stessa ne è stato vice presidente dal 2008 al 2011.

In un manifesto intitolato “Un gioco per tutti”, Bill Beaumont, affiancato nella sua battaglia da Bernard Laporte affermano di ritenere di essere la “migliore squadra” per condurre il rugby fuori dalla crisi del coronavirus.

Le loro priorità saranno una revisione della stagione globale e della politica finanziaria e il benessere dei giocatori. Centrale nel programma anche lo sviluppo del rugby femminile e una revisione radicale del modo in cui il World Rugby è attualmente gestito.

“Per raggiungere il nostro obiettivo di una forte federazione internazionale con una visione chiara, stiamo proponendo una revisione della governance ad ampio raggio guidata da due persone nominate in modo indipendente. Verranno consultate tutte le principali parti interessate del rugby, così come gli esperti esterni al gioco, per contribuire a portare nuove idee e prospettive. Il nostro obiettivo è quello di avere una federazione internazionale più rappresentativa e diversificata che serva meglio il gioco. Non quella che sostiene solo “la vecchia guardia” Questo quello che ha dichiarato l’attuale presidente di World Rugby nella sua campagna elettorale al The Guardian.

Beaumont World rugby
Bill Beaumont, candidato alle elezioni di World Rugby – credit: Getty Images

Il 12 maggio sarà proclamato il vincitore

il 12 maggio si terrà una video conferenza in cui sarà votato e nominato il nuovo esecutivo della World Rugby. Alla presidenza i candidati come abbiamo già detto sono Bill Beaumont e Augustin Pichot.

Alla vicepresidenza c’è Bernard Laporte. Inoltre saranno eletti anche i sette rappresentanti del comitato esecutivo, scelti tra i candidati che otterranno il maggior numero di voto.

Per l’elezione del Presidente basterà la maggioranza semplice. Ogni federazione avrà un numero di voti in base alla fascia di appartenenza. Tre voti per le nazioni di prima fascia, un voto per quelle di seconda fascia e due voti per le confederazioni come Sud america e Rugby Europe.

Aspettiamo e vediamo come si evolve la futura situazione nel mondo della palla ovale.

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