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«Zona arancione in tutta Italia»: ecco le ipotesi per il 25 febbraio

«Zona arancione in tutta Italia»: la richiesta in vista della data chiave del 25 febbraio. Oggi il vertice dei governatori fornirà importanti indicazioni riguardanti le misure per contenere il diffondersi del virus. Questo in attesa di conoscere la strategia di Draghi. L’Istituto superiore di sanità lancia l’allarme: «Trend in crescita, restate a casa»

La data da tenere d’occhio è il 25 febbraio, quando il governo dovrà decidere se prorogare il divieto di spostamento tra le Regioni con un nuovo provvedimento oppure consentire la libera circolazione in tutto il Paese. Il 25 febbraio sarà determinante per iniziare a comprendere la strategia del governo guidato da Mario Draghi per fermare i contagi da Covid 19. Il messaggio proveniente dalle Regioni è chiaro: . Nelle prossime ore potrebbe trasformarsi in un documento da sottoporre allo stesso presidente del Consiglio e ai ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Le proposte sono diverse, quella prevalente – che piace a Speranza – ipotizza «l’Italia in fascia arancione per qualche settimana in modo da arginare le varianti». La richiesta è un deciso cambio di passo, poiché le «continue aperture e chiusure disorientano i cittadini e penalizzano i titolari delle attività». L’allarme lanciato dagli scienziati dopo il monitoraggio di ieri avrà certamente conseguenze: «Le varianti potrebbero far impennare il numero dei contagi, rimanete a casa».

«Zona arancione in tutta Italia». Curva dei contagi in salita

I dati di ieri hanno evidenziato come un Rt nazionale ormai prossimo all’1, « in salita da tre settimane e un aumento dei casi – ieri ci sono stati 15.500 casi e 353 morti con un tasso di positività al 5,2% – e un aumento dei ricoveri in terapia intensiva (+14) che da giorni si sono stabilizzati sui duemila e non riescono a scendere». Sono entrate in fascia arancione Emilia Romagna, Campania e Molise. In questa stessa fascia si trovano Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria Trento e Bolzano, ma in quelle rimaste in fascia gialla – soprattutto Lombardia e Lazio – c’è il timore per gli assembramenti del fine settimana. Ecco allora l’invito dell’Istituto superiore di sanità a «limitare al massimo gli spostamenti».

La convocazione dei governatori richiesta da Bonaccini

Il presidente della conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha deciso di convocare per le 17 di oggi i governatori. L’ordine del giorno è stabilito: «Valutazione dell’attuale sistema di regole per la gestione e il contenimento della pandemia in vista dell’adozione del prossimo Dpcm». E in quella sede ci si confronterà per arrivare a palazzo Chigi con una proposta unitaria. Secondo Bonaccini serve «una riflessione perché questo sistema a colori ha avuto un senso in questi mesi, ma credo che oggi dimostri qualche fragilità. Il rischio è un saliscendi che non dà certezze per il futuro a chi è in difficoltà». Si allinea il presidente della Lombardia Attilio Fontana: «Abbiamo bisogno di rivedere questo sistema, meglio prevedere restrizioni omogenee su tutto il territorio nazionale». E anche il governatore della Toscana Eugenio Giani oggi sosterrà questa linea. Scettico è invece il presidente della Liguria Giovanni Toti: «Ristoranti e bar chiusi, tutta Italia in arancione non mi sembra sostenibile. Facciamo invece delle divisioni su base provinciale». Si cercherà una sintesi condivisa, poi il testo sarà inviato al governo.

«Zona arancione in tutta Italia»: Il governo di Draghi

Nella situazione attuale, senza avere la certezza che i vaccini siano davvero efficaci contro le varianti, la linea del rigore certamente non sarà abbandonata. Ora, in vista del rinnovo del Dpcm il dubbio riguarda proprio il problema posto dai governatori: continuare con misure differenziate oppure scegliere un sistema di chiusure uguali per tutti. In questo caso non potrà che essere quello della fascia arancione perché i report degli scienziati confermano che soltanto a partire da questo tipo di restrizioni è possibile abbassare i contagi, mentre le limitazioni della fascia gialla «servono soltanto al contenimento dei contagi ma non hanno effetto di mitigarli». Altro nodo da sciogliere è lo strumento normativo: un Dpcm in continuità con il governo guidato da Giuseppe Conte oppure un decreto per limitare gli spostamenti e fissare le regole. In questo modo sarebbero poi i ministri e gli stessi governatori a intervenire con ordinanze specifiche. La prima indicazione arriverà questa sera dalle Regioni e nei prossimi quattro giorni sarà il governo a tracciare la strada per la gestione della pandemia.

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Stefano Vori

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