Il 16 aprile si celebra la giornata del “Pigiama in ufficio”. Questa ricorrenza è istituita negli Stati Uniti con l’obiettivo di rendere meno stressante e rigido l’ambiente di lavoro.

L’origine del Pigiama Day

Il 16 aprile si celebra il Pigiama Day photo credits pixaby

La giornata del “pigiama al lavoro” è stata inventata nel 2004 negli Stati Uniti. Inizialmente considerata come uno scherzo trai lavoratori, ha poi assunto sfumature più serie e simboliche. Istituita come “National wear your pijamas to work day”, questa data è poi diventata una ricorrenza annuale per concedere un po’ di relax in ambienti di lavoro spesso considerati opprimenti e stressanti.
Il termine pigiama, di origine persiana, significa letteralmente “indumento per le gambe”. All’epoca tale capo di abbigliamento veniva infatti indossato solamente come un paio di pantaloni. Ma nel XIX secolo questo tipo di look è stato introdotto un Europa come un vero e proprio capo ufficiale per la notte, e non più un abbigliamento diurno.
Ovviamente il Pigiama Day non riguarda letteralmente il fatto di indossare un abbigliamento notturno, ma semplicemente un look casual e comodo. Con l’avvento dello Smart working la giornata del 16 aprile è però passata in secondo piano. Per molte persone lavorare da casa fa parte della quotidianità. L’aumento del lavoro online ha fatto si che il look elegante e formale fosse sostituito completamente da uno stile confortevole. Tra i look preferiti dalla maggior parte delle persone rimangono tute e felpe, che si avvicinano maggiormente al total pigiama. Le scarpe rappresentano spesso un surplus nell’abbigliamento per i lavoratori da casa, mentre la maggior parte delle persone non fa più caso a cosa indossare durante lo smartworking. Secondo l’attuale opinione comune il modo di vestire non inciderebbe più sulla propria produttività. Questo vale soprattutto per tutti coloro che lavorano da casa. Meno comune rimane per i lavoratori che si recano in ufficio.

Sonia Faseli

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