23 maggio 1960: emesso il mandato di cattura contro Adolf Eichmann, responsabile del genocidio ebraico

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Di Sonia Faseli

Il processo ad Adolf Eichmann è l’espressione comunemente usata per indicare il processo contro l’ex SS Adolf Eichmann, accusato dell’omicidio di milioni di ebrei.

Il processo ad Adolf Eichmann

Adolf Eichmann photo credits wikipedia

Il processo ad Adolf Eichmann si è svolto dinanzi al Tribunale di Gerusalemme svoltosi tra l’11 aprile e il 15 dicembre 1961. La condanna finale è stata quella di morte per impiccagione.
I capi d’accusa rivolti ad Adolf Eichmann sono stati quelli di essere stato a conoscenza delle deportazioni e degli omicidi di milioni di ebrei nei campi dì concentramento e di sterminio. Eichmann è stato considerato insieme ai suoi superiori Heinrich Himmler, Reinhard Heydrich, Ernst Kaltenbrunner una delle figure chiave nella cosiddetta “soluzione finale della questione ebraica”. Quest’ultima si è conclusa definitivamente con il Processo di Norimberga, contro i principali crimini di guerra.
Eichmann ha visitato il ghetto di Varsavia e Auschwitz, per assicurarsi dell’andamento delle camere a gas. Inoltre ha organizzato egli stesso i trasporti da effettuare presso i campi di sterminio.
In seguito alla fine della seconda guerra mondiale, Eichmann è riuscito a fuggire seguendo la cosiddetta ratline in Argentina, vivendo sotto i falsi nomi di Otto Henninger e Ricardo Clement. L’11 maggio 1960 alcuni agenti israeliani l’hanno arrestato a Buenos Aires. Il 23 maggio 1960 il tribunale di Haifa ha emesso il mandato di cattura. I 15 capi d’accusa rivolti contro Eichmann hanno riguardato la morte di milioni di ebrei attraverso campi di sterminio, la creazione di condizioni atti allo sterminio fisico dei prigionieri, gravi danni fisici e psichici e la preparazione di misure di sterilizzazione per gli stessi. In conclusione il tribunale ha accusato Eichmann di aver provocato l’omicidio, lo sterminio, la riduzione della schiavitù e la deportazione della popolazione ebraica.

Sonia Faseli

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