27 Gennaio: Giorno della Memoria – 5 fumetti per ricordare

27 gennaio: Giorno della Memoria, ossia la data scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto.  Si è scelta questa data perché fu proprio il 27 gennaio, nel 1945, che i soldati dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, uno dei simboli di quello che è stato forse il periodo più buio della storia contemporanea.

Molto si è detto, molto si è scritto e molto si è composto al riguardo, ogni campo dell’arte e della comunicazione ha infatti fornito, chi più o chi meno, una propria riflessione e ovviamente anche il mondo del fumetto, composto, nonostante alcuni stereotipi, da molte sensibilità raffinate, non si è tirato indietro, producendo pregevolissime opere capaci di far pensare e smuovere le coscienze.

Giorno della Memoria: 5 fumetti da leggere

Maus di Art Spielgman

L’opera, uscita per la prima volta nel 1980 e pubblicata a puntate sulla rivista Raw prima di essere raccolta in un unico volume, è ambientata durante la Seconda guerra mondiale sulla base dei racconti del padre dell’autore, un sopravvissuto ai campi di concentramento di Majdanek e Auschwitz. 

Sono 11 capitoli divisi in due parti: Mio padre sanguina storia (6 capitoli) dove viene mostrato il progressivo peggioramento delle condizione di vita dei cittadini ebrei polacchi poco prima dello scoppio della guerra; E qui sono cominciati i miei guai (5 capitoli) dove vengono rappresentate le vite dei deportati in un campo di concentramento. Interessante come i personaggi siano rappresentati come animali seguendo un preciso filo metaforico: ad esempio gli ebrei sono topi, mentre i nazisti gatti (che si sa, cacciano i topi).

Nel 1992 Art Spielgman, proprio grazie a Maus, vinse il prestigioso Premio Pulitzer

Esperanto di Otto Gabos

L’opera, uscita per la prima volta nel 2008 si è imposta come opera cardine nello sviluppo artistico del suo autore. La storia si svolge nella fantasiosa città stato di Esperantia, una comunità n ripresa da una guerra appena terminata e fortemente basata sul gioco. Proprio un gioco, infatti, sarà protagonista della vicenda, un gioco di simulazione militare ideato da Bemporad, personaggio dalle origini enigmatiche (almeno all’inizio), chiamato “La Seconda Guerra Mondiale”, con una svastica come logo.

Magneto: Testamento di Carmine Di Giandomenico

L’opera racconta le origini di uno dei villain più iconici della Marvel, nonché uno dei più complessi, ossia Erik Lensherr, meglio noto come Magneto, anzi, di Max Eisenhardt, figlio di orologiai ebrei. Quella di Erik Lesher è un’identità fittizia utile al personaggio per tentare di troncare ogni legame con un passato frastagliato da incubi.

Greg Pak, autore dei testi, racconta un decennio del giovane Max che lo vede trasformarsi da ricco erede di una famiglia ebre di prestigio a prigioniero in un campo di concentramento. Interessante è come nel corso dell’opera vi sia la totale assenza dei poteri del giovane Magneto, i quali ancora non si sono manifestati (almeno non ufficialmente) dando la massima visibilità al racconto di sofferenza e alla testimonianza storica di un sopravvissuto alla Shoa.

Yossel. 19 aprile 1943 di Joe Kubert

Uscito per la prima volta nel 2003, l’opera affronta il tema della Shoa narrando le vicende di Yossel, un giovane polacco che rintanato nelle gallerie sotto la città di Varsavia, in attesa di una rappresaglia da parte dei soldati tedeschi, ripercorre, proprio attraverso il disegno, la su storia e quella della sua deportazione nel ghetto di Varsavia dopo l’invasione della sua città natale Yzeran.

Auschwitz di Pascal Croci

L’opera nasce a seguito di numerose interviste raccolte dall’autore a sopravvissuti al campo di concentramento di Aushwitz. Infatti la vicenda ci viene presentata come un flashback del protagonista, il vecchio Kazik che, da una Bosnia in piena guerra (1993), rivive l’orrore della detenzione nel campo.

L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria.

Primo Levi

I fumetti non sono solo opere “leggere” di evasione, molti veicolano contenuti di notevole rilevanza e stimolano profondo riflessioni. Contiamo con questa lista suggerita per il Giorno della Memoria di avervelo dimostrato.

Dario Bettati

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