Musica

79 anni di Lucio Dalla: la vita e i successi del grande cantautore

79 anni fa nasceva a Bologna Lucio Dalla, il grande cantautore e compositore che è riuscito, con le sue immense canzoni, a rivoluzionare l’intera musica italiana.

Venuto alla luce da Giuseppe Dalla e Jole Melotti, Lucio trascorse la sua infanzia nella città di Bologna e cominciò precocemente ad avvicinarsi al mondo della musica e dello spettacolo. Dopo la morte improvvisa del padre, dovuta ad un tumore, Dalla iniziò a suonare la fisarmonica, sicuramente anche grazie all’influenza derivatagli dallo zio Ariodante Dalla, cantante popolare durante gli anni ’40 e ’50 del ‘900. Incoraggiato fortemente anche dalla madre, il cantautore si trasferì a Roma all’età di quindici anni per un breve periodo, per poi tornare nella sua amata città.

L’adolescenza e gli inizi di Lucio Dalla

Di nuovo a Bologna, l’adolescente Dalla si appassionò sempre di più alla musica jazz ed imparò da autodidatta a suonare il clarinetto, strumento che gli permise di entrare nella “Rheno Dixieland Band”, con cui raggiunse il primo posto ad un festival nel 1960. Due anni dopo, il cantautore entrò come voce solista, clarinetto e sax nel gruppo dei “Flippers” e, proprio grazie a loro, poté finalmente firmare il suo primo contratto discografico. Ma è solo nel 1963, dopo essere stato notato per le sue incredibili doti camaleontiche, che Gino Paoli lo convinse a dedicarsi ad una carriera da solista.

Nonostante le alte aspettative, il primo 45 giri inciso da Lucio Dalla fu un insuccesso, ma il cantante non si scoraggiò minimamente. Decise di chiamare alcuni musicisti bolognesi, “Gli Idoli”, e di registrare il suo primo album con loro, intitolandolo “1999”. Con la canzone “Pafff…bum!”, contenuta nello stesso, Lucio si presentò per la prima volta al Festival di Sanremo, competizione a cui si iscrisse per altre quattro volte nell’arco della sua carriera artistica. Negli anni successivi Dalla continuò a creare nuove canzoni e innovativi album, ma le vendite rimasero sempre piuttosto basse.

La maturità di Dalla

Nel 1971 Lucio partecipò nuovamente al festival ligure con il brano “4/3/1943”, classificandosi terzo e riscuotendo un notevole successo nelle classifiche. La canzone fu inserita, sempre nello stesso anno, nel primo disco trionfale del cantante, “Storie di casa mia”, ma la grande rivelazione arrivò ancora una volta da Sanremo l’anno seguente, quando Dalla cantò “Piazza Grande”. Pur collocandosi ottavo nella classifica della competizione, negli anni a venire il brano diventò un classico della musica italiana.

Con il passare del tempo le composizioni dell’artista continuarono a variare, soprattutto nel periodo del sodalizio con il poeta Roberto Roversi, durato diversi anni. Soltanto nel 1977, però, la sua carriera subì l’ennesima svolta con il brano “Come è profondo il mare”, scritto interamente da Dalla e divenuto il caposaldo del suo nuovo disco di successo. A distanza di neanche due anni, l’artista replicò l’impresa con l’album “Lucio Dalla“, nel quale furono presenti canzoni storiche come “Anna e Marco” e “L’anno che verrà”.

“Caruso”: la canzone di Lucio Dalla che ha conquistato il mondo

Chiamato successivamente a collaborare con artisti di grande fama come Francesco De Gregori e Gianni Morandi, Lucio Dalla non volle smettere di stupire il suo pubblico. Fu così che, nel 1980, uscì “Dalla”, la nuova creazione rock del cantautore, album che lo portò ancora una volta sulla cima delle hit parade dell’epoca. La notorietà dell’artista fu talmente grande in quegli anni che Carlo Verdone, comico e regista romano, dedicò al cantautore il suo film “Borotalco”, dove la protagonista femminile cerca in tutti i modi di conoscere il suo idolo Lucio Dalla.

I vari successi degli anni ’80 portano Dalla ad esibirsi persino in America e, dal concerto negli USA, venne estrapolato un nuovo disco dal vivo, “DallAmeriCaruso”, dove l’unico inedito fu proprio l’omonima canzone. “Caruso” incantò immediatamente il pubblico e divenne, di colpo, una delle canzoni più cantate d’Italia, incarnando perfettamente in sé lo stile melodico napoletano.

Gli ultimi anni e la morte improvvisa

Gli anni ’90 videro l’artista avvicinarsi sempre di più al genere pop: all’inizio del decennio uscì “Cambio”, album con all’interno “Attenti al lupo”, nel 1993 LP “Henna” e nel 1996 “Canzoni”. Nonostante l’avanzare dell’età, Lucio Dalla continuò incessantemente a sperimentare nuove soluzioni nell’elaborazione dei suoi testi e delle sue melodie fino alla morte improvvisa, giunta il 1° Marzo del 2012 a causa di un infarto.

Le sue spoglie riposano oggi nel cimitero della città di Bologna, vicino alla tomba del poeta Giosuè Carducci. Passando per i viali, è tutt’ora possibile fermarsi di fronte alla lapide del cantante, sormontata dall’ombra dell’artista con tanto di bastone e cappello, e leggere il suo bellissimo epitaffio, il quale suona alle nostre orecchie come una canzone: “Buonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia”.

Monica Blesi.

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