Lunedì la rete elettrica di Cuba è collassata, e su tutta l’isola c’è un blackout generalizzato. Lo ha fatto sapere l’Unión Eléctrica de Cuba, l’azienda pubblica che la gestisce, aggiungendo che sta indagando sulle cause. Intanto il ministero dell’Energia cubano ha detto di aver attivato i protocolli per il ripristino del servizio.

La rete elettrica cubana è in gran parte fatiscente, e i blackout generalizzati sono un problema comune per i circa 10 milioni di abitanti dell’isola.

Il carburante sta finendo in tutta Cuba da gennaio, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre dazi a qualsiasi paese che vendesse o fornisse petrolio all’isola, aggravando la crisi economica e finanziaria già in corso nel Paese. I trasporti pubblici sono stati in gran parte sospesi e le autorità hanno annullato decine di migliaia di interventi chirurgici. 

Il ministero dell’Energia e delle Miniere ha scritto su X di aver attivato i protocolli per ripristinare l’elettricità. Cuba produce solo il 40% del carburante di cui ha bisogno, mentre i 730.000 barili di petrolio consegnati da una petroliera russa a fine marzo si sono esauriti entro la fine di aprile. Il governo ha razionato l’energia elettrica con interruzioni intenzionali che possono protrarsi per oltre 24 ore consecutive. Un blackout a metà maggio aveva colpito le province orientali dell’isola, mentre un blackout a metà marzo aveva interessato l’intera isola.

L’isola fatica a coprire il fabbisogno nonostante il ricorso a gas, energia solare e produzione interna. Lo stallo si inserisce nelle tensioni tra Washington e L’Avana, con l’amministrazione Trump che chiede riforme politiche ed economiche e il rilascio dei prigionieri politici in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.