L’ondata di calore che, a fine giugno e a inizio luglio, ha investito buona parte dell’Europa, ha ufficialmente stabilito un nuovo record, e c’è ben poco da gioirne. In Francia, Spagna, Regno Unito e parte della Germania e dell’Italia, le temperature sono state molto al di sopra della media, evidenziando anomalie in diversi Paesi, specialmente nella parte settentrionale del continente. Come ribadito dagli scienziati World Weather Attribution, tutto questo sarebbe stato impossibile senza l’acuirsi di una crisi climatica ormai sempre più evidente.
Il caldo estremo incide negativamente sull’economia e sulla salute (fisica e mentale)
Come prevedibile, i periodi di caldo estremo, sempre più prolungati, stanno impattando negativamente sull’economia dei Paesi coinvolti e, soprattutto, sulla salute (fisica e mentale) di milioni di persone. Secondo le autorità sanitarie francesi, sono state registrati almeno mille decessi in eccesso durante i tre giorni più afosi dello scorso mese. Si stima che, nella sola Francia, le morti siano state almeno 2.700 oltre la media; le analisi, però, sono ancora provvisorie, e si teme che le cifre reali siano maggiori.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha calcolato che oltre duecentomila decessi a causa del caldo anomalo in Europa negli ultimi quattro anni. Secondo l’OMS la maggior parte di questi avrebbe potuto essere evitata attraverso delle politiche di sostegno più incisive, specialmente verso le persone fragili. Alcune soluzioni pratiche includono l’installazione dell’aria condizionata nei centri per anziani alla costruzione di veri e propri rifugi climatici nelle grandi città, spesso teatro di isole di calore. La ricercatrice di Copernicus Samantha Burgess ha sottolineato come questi record mostrino «un sistema climatico in continuo accumulo di calore. Il risultato sono ondate di calore sempre più intense, un oceano caldo in modo persistente e rischi crescenti per le persone, gli ecosistemi e le infrastrutture in tutta Europa e non solo».
Nuova ondata di colore in Europa, ma l’escursione termica più elevata rende le ore notturne più vivibili
A causare il blocco atmosferico che provocato l’innalzamento delle temperature è stato l’incontro tra un’area di bassa pressione sull’Atlantico e una di alta pressione su gran parte dell’Europa centrale e del Mediterraneo. Si tratta, a dire il vero, di un fenomeno che può verificarsi nei mesi estivi; negli ultimi anni, tuttavia, è diventato più incisivo a causa del riscaldamento globale indotto dalle attività umane. La temperatura media è più elevata, e questo comporta ondate di calore più intense, precoci e più estese nel tempo.
Il Vecchio Continente, nel frattempo, è stato investito da un nuovo flusso di caldo estremo, con picchi di 40 °C. In questi giorni, l’escursione tra le temperature massime e le minime è ancora più marcata rispetto a giugno. Questo, fortunatamente, porta a notti meno roventi, che offrono un minimo di sollievo alla popolazione europea, almeno dal tramonto all’alba.
Federica Checchia





