Il governo del Venezuela ha reso noto che bilancio delle vittime dei due devastanti terremoti che hanno colpito il Paese ha superato quota 4.300. Almeno 4.333 persone hanno perso la vita e 16.740 sono rimaste ferite nei due sismi consecutivi del 24 giugno, che hanno raso al suolo interi quartieri nello Stato costiero di La Guaira. A riferirlo su Telegram è stato il presidente del parlamento venezuelano, Jorge Rodríguez. Migliaia risultano ancora disperse.
Sebbene le squadre di soccorso abbiano interrotto le ricerche di sopravvissuti, i familiari continuano a setacciare le macerie alla ricerca dei propri cari, nella speranza di poter dare loro una degna sepoltura. Venerdì, una nuova scossa di magnitudo 3.0 nel centro di Caracas ha provocato un momento di panico e ha portato all’evacuazione di alcuni edifici. L’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi ha stimato in circa 37 miliardi di dollari i danni fisici diretti ad abitazioni e infrastrutture.
Terremoti in Venezuela: la rabbia dei cittadini contro Delcy Rodríguez e l’inefficienza del governo
La portata degli interventi di recupero che attendono il Venezuela, Paese in cui i servizi pubblici sono stati gravemente compromessi da una prolungata crisi economica, è enorme. Mercoledì, le Nazioni Unite hanno lanciato un appello urgente per raccogliere quasi 300 milioni di dollari destinati alle operazioni di soccorso post-sisma, al fine di assistere 1,3 milioni di persone in condizioni di estrema necessità. Nel Paese, fino a poco tempo fa, le organizzazioni non governative erano bersaglio della repressione governativa, ma ora le cose sono cambiate. Attualmente, cucine e ambulatori mobili, così come ospedali da campo, sono disseminati negli spazi pubblici dello stato settentrionale di La Guaira, l’area maggiormente colpita dalla devastazione.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha chiesto lo sblocco dei beni congelati all’estero affinché possano essere utilizzati per la ripresa. Mercoledì ha dichiarato di aver chiesto a Re Carlo di sbloccare circa 30 tonnellate di oro venezuelano, congelate a seguito delle sanzioni britanniche. Ha poi difeso la risposta del suo Paese all’emergenza causata dai due terremoti, assicurando che la nazione non sprofonderà nel disordine sociale. Molti venezuelani hanno espresso rabbia per quella che considerano una risposta inadeguata alla catastrofe da parte del governo – sostenuto dagli USA – prima dell’arrivo delle squadre internazionali.
Federica Checchia





