Pensando agli anni ’80 e ’90, uno dei cartoni che più ha segnato la generazione dei Millennials è sicuramente Lady Oscar. Il cartone, o meglio l’anime, è tratto dal manga Le roses di Versailles di Riyoko Ikeda e viene trasmesso nelle tv giapponesi nel 1979. In Italia arriva solo nel 1982 su Italia 1, all’interno dell’iconico programma per bambini Bim bum bam.
Qui in Italia, differenza del Giappone (dove l’anime fu un vero e proprio flop), Lady Oscar è un successo strepitoso, successo che è raggiunto non solo grazie alla trama avvincente, ma anche alla sigla. All’epoca si usava una sigla diversa dall’originale, e quella italiana è stata inizialmente affidata non a Cristina D’avena, come tutti pensiamo, ma ai Cavalieri del re.
Gli anni ’80 e la prima sigla dei Cavalieri del re

Lady Oscar è uno dei pochi cartoni animati ad avere due sigle. La prima è quella della prima messa in onda del 1982 ed è cantata dai Cavalieri del re e Clara Serina come voce femminile. Il brano diventa un vero e proprio caso discografico, poiché entra al settimo posto nella hit parade dell’epoca. Tutti ci ricordiamo i video in cui Oscar viene trafitta dalle spine di rosa giganti, spine che simboleggiano il suo dramma interiore. Se ben ricordate, Oscar è femmina, ma suo padre voleva un maschio (come dice la prima strofa della sigla) per questo viene cresciuta come tale. Al tempo stesso, però, si sente una donna, e da qui nasce il suo dissidio interiore.
Gli anni ’90 e la seconda sigla di Cristina D’Avena
Così grazie all’enorme successo del cartone, grazie anche la sigla, Lady Oscar continua a essere trasmesso su Canale 5 e su Rete 4. Arriviamo, così, al 1990: l’anime cambia titolo in Una spada per lady Oscar. Un nuovo titolo, naturalmente, prevede anche una nuova sigla, cantata da Enzo Draghi e Cristina D’Avena e scritta da Alessandra Valeri Manera. La musica, invece, è affidata a Ninni Carucci. Questa versione è, però, messa in ombra da quella cantata solo dalla regina delle sigle dei cartoni; la prima va in onda solo nel 1990, mentre quella della D’Avena risuona per tutto il decennio, riscontrando un enorme successo. Nel 2017 Cristina ne propone una riedizione, cantata in duetto con Noemi, che include nel suo album Duets – Tutti cantano Cristina.
La versione cantata da Cristina D’avena viene usata fino al 2003. Dal 2005 al 2008, invece, torna la sigla dei Cavalieri del re; dal 2008 fino alle successive repliche quest’ultima viene utilizzata solo in apertura, mentre quella di chiusura è sostituta da quella cantata dalla D’Avena. Questo ha contribuito a far rimanere nel cuore dei fan di Lady Oscar entrambe le canzoni, oltre alle avventure della Rosa di Versailles.
Elettra Cortimiglia





