«La violenta ondata di maltempo, accompagnata da una altrettanto violenta grandinata, che si è abbattuta poco dopo le 21 la città di Milano, ha colpito anche il concerto del musicista portoricano Bad Bunny che si stava esibendo all’Ippodromo San Siro. Diversi spettatori sono rimasti feriti, colpiti in particolare alla testa a causa delle dimensioni dalla grandine e soccorsi dal personale del 118. Il concerto è stato sospeso. L’arena è rimasta presidiata dagli organizzatori e dalle forze dell’ordine». Con questa nota, i Vigili del fuoco hanno “riacceso” le polemiche in merito all’Ippodromo La Maura e al suo essere adatto o meno a ospitare concerti di grande portata.
Il “precedente” di Cesare Cremonini
Già a giugno, in occasione del concerto di Cesare Cremonini, c’erano state delle grandi proteste in merito alla sicurezza e all’organizzazione dell’evento. In quel caso, lo stesso cantautore bolognese era intervenuto nella bagarre, con un messaggio che però aveva gettato benzina sul fuoco. La voce di Ragazze facili aveva scritto: «Questi concerti li facevano anche 50 anni fa senza schermi, senza una passerella da 100 metri e con la tecnologia audio dei nostri nonni. Il pubblico non sentiva un cazzo ma capiva cosa stava accadendo. Oggi il pubblico ha lo stesso ego degli artisti. Per questo voglio fermare questa macchina. Il concetto di “grande evento” è stupendo ma porta fuori strada rispetto alla musica attuale».
Dopo la violenta grandinata che ha portato alla sospensione, e poi all’annullamento della seconda data milanese di Bad Bunny, però, la situazione sembra essersi fatta più seria. Tra fan infuriati per la mancata riprogrammazione del live e le forze politiche che si sono inserite nella polemica, Live Nation e AssoConcerti sono nell’occhio del ciclone.
Il presidente di AssoConcerti difende l’Ippodromo La Maura
Bruno Scanocchia, presidente di AssoConcerti, non ha però accettato le critiche, rispondendo in un comunicato: «Al contrario di quello che leggo nelle dichiarazioni di alcuni politici, la serata di sabato è stata la dimostrazione pratica del livello di professionalità raggiunto dagli organizzatori e del fatto che lo spazio dell’Ippodromo La Maura sia, grazie anche alle implementazioni adottate in questi anni con il concorso di tutte le parti in causa, un luogo perfettamente adatto ad ospitare eventi di queste dimensioni. Ottantamila persone sono il numero di abitanti di una città italiana di medie dimensioni. Ebbene, credo che il Pronto Soccorso di quella città sarebbe ben lieto, alla fine di una giornata che ha tra l’altro visto accadere un evento emergenziale straordinario, di poter registrare un solo intervento, per un gomito rotto in seguito a una scivolata.
«Centosessantamila persone hanno consapevolmente scelto di partecipare ai due spettacoli di Bad Bunny programmati presso l’Ippodromo La Maura, e la stragrande maggioranza di loro è molto felice della scelta fatta. Purtroppo, la festa del secondo giorno è stata interrotta per cause di forza maggiore, ma le lamentele degli spettatori non sono state legate alla qualità dello spettacolo o dell’arena scelta per ospitarlo, ma, al contrario, dettate dall’impossibilità di riprogrammare lo spettacolo. I soloni sono lì a criticare in nome del pubblico, ma il pubblico reale chiede invece di avere nuovamente l’opportunità di partecipare a quell’esperienza».
«In conclusione, mi sembra indiscutibile che Milano, anche grazie a spazi come l’Ippodromo La Maura, è entrata definitivamente nel circuito dei grandi eventi internazionali, che assicurano alla città grande visibilità, attraggono anche dall’estero un turismo culturale di qualità, con importanti ricadute economiche sul territorio, ma soprattutto offrono a migliaia di persone momenti di socialità, di incontro, condivisione, integrazione».
La posizione di Live Nation
Anche Roberto De Luca, CEO di Live Nation Italia, ha offerto la propria versione dei fatti. Parlando con il Corriere della Sera, ha dichiarato: «Il piano di esodo forzato ha funzionato benissimo, tanto che solo sette persone sono state portate in ospedale soprattutto per ferite alla testa; per il resto abbiamo gestito il flusso di quasi 80mila persone con 700 dei nostri addetti presenti all’ippodromo. In meno di un’ora siamo riusciti a gestire l’uscita delle persone, mentre la viabilità completa della zona à stata ristabilita pochi minuti prima delle 23».
Per lui, sostenere che l’Ippodromo la Maura non sia adatto a ospitare grandi eventi «è un’osservazione gratuita perché non c’è niente da spiegare, i fatti parlano da soli anche dal punto di vista delle tempistiche dell’evacuazione che sono state rapidissime. L’ippodromo resta quindi uno spazio funzionale ad ospitare grandi eventi musicali. Siamo rimasti all’ippodromo fino alle 2 del mattino per cercare di capire se lo show potesse essere recuperato il giorno seguente, cioè ieri sera, ma purtroppo non avevamo abbastanza addetti alla sicurezza per riprogrammarlo. Ci siamo anche confrontati con le forze dell’ordine e alla fine è stata presa la decisione di cancellare definitivamente il concerto».
Federica Checchia





