Un’altra rivalità di cui non si può dimenticare è quella tra Valentino Rossi e Casey Stoner. Dopo aver riassaporato le battaglie con Biaggi, Capirossi e Gibernau ora ripercorreremo le tappe principali dell’intensa lotta tra il Dottore e Rolling Stoner.
L’inattesa rivalità tra Valentino Rossi e Casey Stoner
Tutto nasce all’inizio del Mondiale 2007, rivoluzionato dai nuovi motori da 800cc e che per la prima volta parte dal Qatar. Valentino veniva dalla sconfitta nel 2006 contro Hayden e voleva riscattarsi, mentre Stoner era passato dal team LCR Honda al team ufficiale Ducati, affiancando Capirossi. Nessuno sapeva che quella Domenica sarebbe esploso uno dei talenti più cristallini che la MotoGP abbia mai visto. La potenza di quella Ducati, unita alla guida dell’australiano, fece rimanere tutti a bocca spalancata quando sul rettilineo sverniciò letteralmente il Dottore con una differenza di velocità di oltre 10 km/h.

I due lottarono fino alle ultime battute di gara, ma Casey riusci a conquistare la sua prima vittoria in MotoGP. Ad essa ne seguiranno altre nove, conquistando il suo primo titolo mondiale e portando nuovamente una moto italiana sul tetto del mondo. Rossi non poté nulla, afflitto anche dalla scarsa competitività del progetto che Yamaha aveva messo in pista, chiudendo l’anno al 3° posto con appena 4 vittorie. Si consolò solamente con la straordinaria (forse una delle più belle) vittoria che conquisto ad Assen, partendo 11° e battendo proprio Stoner.

Valentino Rossi e Casey Stoner – Nel 2008 si cambia musica
A quel tempo ancora non esisteva il monogomma, introdotto solo l’anno seguente. Così Rossi decise di mettersi alla pari di Stoner, passando da Michelin a Bridgestone. Una mossa da all-in, per tentare di tornare sul tetto del mondo dopo due anni avari di soddisfazioni. Le prime gare però vedono vincere Stoner, Pedrosa e Lorenzo tanto da pensare che il regno del 46 sia definitivamente concluso. Valentino sorprende tutti ancora una volta e risorge in Cina. Mette poi in fila altre due vittorie a Le Mans e al Mugello, puntando dritto allo scettro di Stoner.

Stoner vince poi tre gare consecutive rosicchiando punti preziosi al Dottore, fino a che non si arriva al momento clou della loro rivalità. L’episodio di Laguna Seca cambierà drasticamente i valori in campo. Per quel Mondiale e per gli anni futuri.
Laguna Seca 2008 – Rossi VS Stoner all’ennesima potenza
I due arrivarono in terra americana appaiati in classifica. Stoner voleva confermare il suo trend positivo e rosicchiare altri punti a Valentino, Rossi d’altra parte doveva ingegnarsi per arginare l’australiano, il quale sulla pista di Laguna Seca era solito fare selezione su tutti gli altri. Più che descrivere cosa successe, sarebbe meglio rivivere i momenti salienti di quella fantastica gara, fatta di sorpassi duri e al limite del regolamento.

L’immagine simbolo di quello scontro arriva al terzo giro con il sorpasso di Rossi al “Cavatappi”, dando vita ad una delle azioni più belle e sconsiderate mai viste all’interno del Motomondiale. Nel post gara Casey, evidentemente turbato dal risultato, si esponeva così:
“Credo che alcune delle sue manovre siano state un po’ troppo aggressive. In ogni caso, quello che è stato è stato. La cosa importante è che abbiamo portato a casa 20 punti, quando appena quattro gare fa eravamo virtualmente fuori dai giochi. Invece andiamo alla pausa estiva ancora in lotta per il titolo. Venticinque punti sono un gap non da poco, ma ci sono ancora sette gare e tutto può succedere“.
Mentre Valentino replicava:
“Per rimanere davanti dovevo girare in 1’21” alto: ringrazio il mio team e gli ingegneri per avermi dato una moto in grado di farlo. Sono molto felice di vincere per la prima volta qui. Lui si è lamentato? Sono le corse, non siamo qui per giocare. Mi dispiace che pensi che alcune mie manovre siano state un po’ aggressive, ma non sono d’accordo con lui. Ho superato soltanto in frenata, frenando sempre nello stesso punto e non ci siamo mai toccati. Ovviamente la gara è stata aggressiva, ma senza dubbio corretta“.
Una rivincita dal gusto speciale
Quella gara mette in estasi Rossi e qualche tarlo nella mente di Stoner, che nelle due gare successive commetterà degli errori ingenui, regalando a Rossi il via libera per conquistare l’ottavo titolo Mondiale in Giappone. Rossi torna così sul tetto del mondo, battendo uno degli avversari più tosti che abbia mai avuto e dimostrando agli scettici che la sua forza non era stata per nulla scalfita dalle annate 2006 e 2007.

Nel 2009 Valentino Rossi conferma la supremazia su Casey Stoner
Quell’anno Stoner fu un osso duro almeno fino al primo terzo di campionato. Dopo la vittoria del Mugello, al termine del GP successivo di Barcellona accusò un malessere fisico non ben identificato. Continuò a correre le tappe successive, mentre Rossi si involava verso il nono titolo iridato. Dopo il 14° posto nel GP d’Inghilterra, Stoner non sarà al via nel GP di Brno e neppure a quelli di Indianapolis e San Marino per il persistere dei problemi di stanchezza fisica che lo affliggevano.

Al ritorno riesce ad ottenere altre due vittorie, ma il Mondiale è ormai sfumato a favore di Rossi e il feeling con la Ducati degli anni precedenti sembra venire meno. Anche il 2010 si apre male, cadendo mentre era in testa nel GP del Qatar e regalando la vittoria al 46. Non sarà neppure l’annata di Valentino, complici un infortunio alla spalla e l’incidente in cui si ruppe tibia e perone al Mugello. La lotta in quell’anno non ebbe particolari acuti, ma portò entrambi a fare una scelta per l’anno seguente. Valentino passerà in Ducati al posto di Stoner, il quale approderà invece nel team HRC.
La fine della rivalità in pista tra Valentino Rossi e Casey Stoner
Le loro scelte per il 2011 decretarono parzialmente la parola fine sui loro scontri in pista. Casey era perennemente nelle posizioni di testa, mentre Vale litigava ad ogni curva con una Ducati mai veramente digerita. Quell’anno l’australiano dominò letteralmente il campionato vincendo il suo secondo e ultimo titolo, incontrandosi con Valentino solo una volta nel GP di Jerez.

Sotto una poggia battente, il Dottore poteva puntare addirittura alla prima vittoria in rosso, ma mentre tentava un sorpasso proprio su Casey scivolò, coinvolgendolo e ponendo fine alla sua gara. Alla fine Rossi andò a scusarsi nel box del 27, che gli rispose con queste parole: “Come va la spalla? Ovviamente la tua ambizione ha superato il tuo talento”. Rossi ai microfoni commentò poi quelle parole:
“Mi dispiace, sono cose che succedono in gara. Ci sta che sia arrabbiato, ma se dice così non sa chi sono. E’ stato un errore, per me era importante chiedergli scusa. Quello che dice lui non mi interessa tanto“.

L’ultima vera battaglia dei due si consuma a Le Mans nel 2012, sempre sotto la pioggia. Questa volta si giocano il secondo posto e i due danno vita ad un bel duello, in cui Vale riesce a battere il suo rivale e conquistare il secondo podio dei tre complessivi ottenuti in quei due anni disastrosi. A fine anno, causa infortuni e una MotoGP che non sente più sua, Casey Stoner decide di ritirarsi, vincendo la sua ultima gara a Phillip Island.
Valentino Rossi e Casey Stoner – Una sfida che ha segnato il tempo
Ritiratosi prematuramente a vita privata, Stoner ora passa il tempo con la sua famiglia. Purtroppo nel recente passato ha dichiarato di dover combattere con la sindrome da affaticamento cronico. Casey ha anche elogiato la carriera di Valentino, ammirando quello che sta ancora facendo in pista e affermando:
“Non credo che Rossi sia troppo vecchio. Penso che possa ancora lottare per le posizioni migliori e mi piacerebbe vederlo più spesso battagliare per la vittoria. Non so se serva cambiare l’approccio man mano che le cose cambiano, ma lui ha sempre avuto le idee molto chiare e qualsiasi cosa deciderà, sarà felice della scelta fatta”.
Anche Rossi ha voluto rispondere alle affermazioni dell’australiano, dicendosi dispiaciuto per le sue problematiche di salute:
“Ho letto che Casey soffre di stanchezza cronica. Brutto. Un vero problema. Ha sempre guidato al limite, anche quando la moto non era a posto. Lo ringrazio molto per i complimenti che mi ha fatto, è stato un grandissimo avversario. A livello di talento puro, forse, è stato il più forte di tutti. Ha fatto cose impressionanti nella sua breve carriera. E’ stato difficile battagliare con lui, anche perché caratterialmente è bello tosto. Spero torni a stare bene, almeno per avere una vita normale”.
Questi due hanno segnato indelebilmente la storia del motociclismo moderno, spingendosi oltre i propri limiti per cercare di battere l’altro a tutti i costi. Chissà cosa sarebbe successo se Casey non si fosse ritirato tanto presto. Magari staremo ancora parlando dei loro duelli in pista, lottando fino all’ultimo per un altro Mondiale.
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