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Lockdown Campania, i pareri del settore culturale a Caserta

photocredits: huffington post

Nel pomeriggio del 23 Ottobre 2020, attraverso una diretta Facebook, il Governatore rieletto della Regione Campania Vincenzo De Luca ha ipotizzato un imminente lockdown. Lo dichiara dopo neanche un giorno dalle nuove restrizioni imposte che comprendono anche un coprifuoco dalle ore 23. Il Presidente della Regione Campania ha inoltre chiesto al Governo Italiano di seguire questa strada a livello nazionale.

Non un colpo di scena. Lo spettro di un nuovo lockdown, anche sul piano nazionale, pareva sempre più minaccioso alla luce della seconda ondata epidemiologica evidente. Il contraccolpo economico e sociale, però, potrebbe essere una minaccia ancora più pericolosa. Nella notte dello stesso giorno in cui De Luca ha pensato seriamente ad un lockdown per la Regione Campania, la città di Napoli si è rivoltata in segno di protesta contro queste che, fino ad oggi, restano solo ipotesi. Sottolineamo che la violenza non è protesta e non ha niente a che fare con lo scopo nobile di una protesta pacifica e legittima.

L’inchiesta: I pareri del settore culturale e artistico a Caserta

In questa inchiesta, vorremmo dare la voce ad esponenti del settore artistico, culturale e musicale in una provincia che, come tutte le altre in Italia, è seriamente compromessa dalla crisi dovuta al CoronaVirus. Caserta e provincia, terra di incommensurabile valore storico e culturale, ha vissuto con strazio il primo lockdown. Il settore culturale ha visto chiudersi tantissime iniziative, danneggiando un indotto vastissimo. Poi, durante i mesi estivi appena passati, qualche segnale di timida ripresa. Ora l’incubo di un nuovo lockdown ha mosso una concitata preouccpazione ed è forte il danno sotto il punto di vista economico e sociale. Abbiamo intercettato, per questo motivo, professionisti del settore culturale e musicisti riconosciuti della provincia di Caserta.

Tonia Cestari, eccellente cantautrice casertana, di cui abbiamo parlato in questo articolo, commenta la situazione del momento sotto l’ottica del settore musicale e dello spettacolo.

Tonia Cestari, cantautrice e musicista: Il settore della musica e dello spettacolo non è mai veramente ripartito. La pandemia ha fatto venire tutti i nodi al pettine dal punto di vista fiscale e previdenziale. É emerso che lo Stato non è a conoscenza della condizione dei lavoratori dello spettacolo e non ritiene che il settore sia abbastanza importante da essere sostenuto quanto altri. Tantissime famiglie dipendono dal mondo dello spettacolo. Anche se in estate c’è stata la possibilità di recuperare delle date, l’organizzazione di un concerto o di uno spettacolo necessita di lunghi tempi tecnici, per cui non è mai stato veramente possibile parlare di ripresa. Eppure abbiamo avuto il tempo di adeguarci con i dispositivi di sicurezza.”

Tonia Cestari:” Spero ci sia speranza per le piccole realtà del casertano.”

Durante l’estate molte preoccupazioni legate al Covid sono state accantonate e ci siamo sentiti incoraggiati dal calo dei contagi e dal presunto indebolimento del virus. Ma oggi De Luca si ritrova a parlare esattamente come sei mesi fa. Sapevamo tutti che dopo l’estate, con l’apertura delle scuole e la paura che una semplice influenza possa essere confusa con il Covid-19, ci saremmo trovati di fronte a un peggioramento della situazione. C’è stato un momento di incoerenza tra le decisioni del governo e ciò che accadeva intorno a noi. Da mesi sono vietati assembramenti, ma i mezzi pubblici sono sempre stati affollati, le persone ammassate davanti agli uffici e ancora una volta vengono additati come pericolosi i teatri, i ristoranti e le scuole.”

“A nemmeno un giorno dalla firma delle nuove ordinanze e senza nemmeno vederne gli effetti, arriva l’annuncio di un prossimo lockdown. Abbiamo accusato De Luca di essere un dittatore e di essere l’unico artefice di questa sconfitta. Ma non possiamo che prendere atto del fatto che al momento i contagi aumentano, ci sono dei morti che a considerarli pochi o molti mi sembra poco umano. Per quanto riguarda Caserta e provincia, abbiamo moltissime realtà culturali che provano a resistere e lo fanno nel rispetto delle regole. Ci sono stati in questi mesi qualche bel concerto, serate nei locali, spettacoli teatrali.


La preoccupazione principale di tutti è, in primis, quella sanitaria e parallelamente anche quella economica. Il lock-down ha smantellato anni di sacrifici di molte persone, è andata di mezzo la salute mentale, la dignità e la speranza di portare avanti la propria famiglia con l’impotenza di non poter dare ai propri figli ciò che si sperava per loro. Siamo nel mezzo di una tragedia, la ricaduta è ancora più difficile da accettare perché è un principio di fallimento. Spero solo che resti sempre viva una fiamma di speranza per tutti, soprattutto per le piccole realtà.”

Gennaro Vitrone - Foto di Francesco Campanile©

Un altro esponente storico in provincia di Caserta, Gennaro Vitrone, intervistato proprio questa estate da Metropolitan Magazine e volto storico della scena musicale casertana ha voluto esprimere il suo parere in questa inchiesta.

Gennaro Vitrone, cantautore: “Purtroppo il danno è stato fatto in estate con il “liberi tutti”. La domanda che mi pongo è questa: perché il Presidente De Luca ha permesso questo? Forse per le elezioni imminenti che alla fine ha stravinto, diciamo che si è distratto. Inoltre vogliamo parlare della movida senza alcun controllo? E di quei gestori, che sono la minoranza per fortuna, che non hanno rispettato nessuna regola? Ora chi ne paga le conseguenze? Tutti, anche quelli che hanno operato bene nel pieno rispetto delle regole.
Il settore dello spettacolo è il più bistrattato, quasi non esiste per il governo, per i politici e le istituzioni. Sicuramente è quello messo più in ginocchio
.”

Gennaro Vitrone: “Il settore artistico nel casertano è al collasso.”

Ai pochi spettacoli che sono riuscito ad assistere in tarda estate tutto si è svolto nella massima sicurezza: distanziamenti in regola, poche persone, tracciamento del pubblico, misurazione della temperatura. Teatro, cinema e musica sono i settori che certamente hanno rispettato le regole. Lo dico da musicista ed organizzatore di eventi.
Il settore artistico in provincia di Caserta rischia il collasso. È una tragedia che lo stato si deve fare carico, deve sostenere concretamente tutta la filiera. Per fortuna non vivo di sola musica e visto quello che sta accadendo devo ritenermi fortunato.

Tuttavia la stragrande maggioranza delle persone che conosco sono artisti e musicisti che vivono del loro lavoro in modo dignitoso, hanno famiglia e non possono di certo reinventarsi e decidere di fare altro. La situazione è drammatica, i contagiati in Campania sono migliaia e in questo momento non vedo una via di uscita se non quella di rispettare un eventuale lockdown e sperare.

Rosario Copioso:” Stringiamo i denti. Senza cultura è il caos.”

Un valido parere è arrivato anche da Rosario Copioso, voce seguitissima di Radio Più FM con frequenze in tutta la Campania, attore, regista e acting coach, gestisce dal 2016 il Drama Teatro di Curti ed è organizzatore di eventi.

Rosario Copioso, attore e speaker radiofonico: “Il teatro, il mondo della cultura sta facendo in generale la sua parte, basti pensare che dalla riapertura di maggio scorso i luoghi più sicuri sono stati identificati dagli esperti epidemiologi proprio i teatri. Un chiaro segno che dove c’è cultura c’è rispetto delle regole. Questi trenta, quaranta giorni decisi, saranno duri ma non di certo quanto lo scorso Lockdown o così si spera. Se da un lato c’è voglia di crollare e forse urlare a tratti dall’altra mi metto nei panni di chi governa e penso che forse sarei stato costretto a fare lo stesso.”

Prevenire è meglio che curare dice il detto. Stringiamo i denti, ma forte stavolta, più di prima, forse li perderemo ma cercheremo di tenere su i nostri spazi, i luoghi di cultura. Una cosa è certa: il nostro settore, già da molto tempo in crisi, subisce l’ennesimo grave colpo. Tuttavia spero si sensibilizzi chi di dovere a comprendere che il nostro è un settore “indispensabile” e non “non necessario”. Senza cultura c’è il caos, la violenza.”

Angela Saulino: “Enti del terzo settore rischiano di sparire.”

Angela Saulino, Presidente della Associazione culturale Urbe di Santa Maria Capua Vetere e Fundraiser dell’associazione A.C.F.F.A.D.I.R. Onlus, è da anni presente sul territorio della provincia di Caserta. Il suo parere è legato a tutto quel mondo delle associazioni culturali che portano avanti con impegno e sacrificio operante nei settori sociale, culturale, ambientale, educativo, socio-sanitario.

Angela Saulino, presidente Urbe Santa Maria Capua Vetere: “L’emergenza covid ha rallentato l’organizzazione delle attività programmate ad inizio anno e per la natura stessa delle iniziative, durante il lockdown, si è potuto fare ben poco. L’eventuale decisione del governatore De Luca, di un ulteriore blocco regionale, mina l’entusiasmo di operatori e volontari del terzo settore…

Entusiasmo recuperato in questi ultimi mesi con non poche difficoltà per le molte limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Per le organizzazioni di promozione sociale, culturale e sportiva si fermeranno nuovamente le lancette dell’orologio proprio nel momento in cui, ridefiniti gli obiettivi, ĺe attività associative erano pronte a ripartire ridimensionate per garantire maggiore sicurezza. Molti enti del terzo settore della provincia di Caserta, a causa dei bilanci sempre più magri per l’interruzione prolungata delle attività, rischiano di sparire privando il territorio di organizzazioni non profit che promuovono inclusione, senso civico, musica, teatro, danza, arti figurative, filosofia, lettura, cinema e tanto altro.”

Articolo a cura di Gianrenzo Orbassano

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