Ederson Santana de Moraes, più semplicemente Ederson, è ormai giunto alla sua quarta stagione tra i pali del Manchester City. Fortemente voluto da Guardiola ai “Citizens“, dal 2017, il classe 93′ brasiliano, sta continuando il suo percorso di crescita. Abilissimo con i piedi, oltre ad essere un grande para-rigori, è forte anche nel calciarli. Una particolarità sicuramente non frequente in quello che è il ruolo di estremo difensore.
Ederson: la particolare intervista
In un’intervista esclusiva per il “Mundo Deportivo”, Ederson non ha solo ribadito la sua grande forza nei tiri dal dischetto, ma si è spinto oltre: “Non tiro le punizioni, ma calcio i rigori. Abbiamo ottimi tiratori per le punizioni, ma per i rigori il migliore sono io. Nonostante questo, però, Guardiola non mi sceglie mai per tirarli“. Candidatura evidente, dunque, nei confronti del proprio mister che forse, da ora in poi, lo prenderà in maggiore considerazione. Il tecnico, infatti, nonostante l’assenza del tiratore designato, Sergio Aguero, in diverse circostanze, gli ha preferito altri calciatori, dal talento indiscusso, come: Sterling, Gabriel Jesus, Gundogan o De Bruyne.
La bravura nel tirare i calci di rigori, tuttavia, nonostante non sia frequente nei portieri, non è del tutto sconosciuta al ruolo. Soprattutto in una nazione come il Brasile che, da sempre, si contraddistingue per il talento e la tecnica indiscussa dei propri calciatori. Ovviamente il padrone di questo fondamento è Rogerio Ceni, attuale tecnico del Flamengo e bandiera tra i pali del San Paolo. Quest’ultimo, tra rigori e calci di punizione, è stato capace di segnare più di cento gol in competizioni ufficiali, diventando il portiere “goleador” per eccellenza.

La carriera di Ederson
Ederson nasce ad Osasco, piccolo comune nella periferia di San Paolo. Proprio con la squadra della sua città, inizia a giocare con le giovanili. Il grande salto nel calcio europeo avviene nel 2010, quando il Benfica, da sempre uno dei migliori club nella selezione dei giovani, lo porta in Portogallo. Prima di debuttare con la prima squadra, Ederson vive diverse annate di continua crescita in squadre minori. Gioca per il Ribeirao nella B portoghese, per poi fare il salto di qualità con il Rio Ave in Primeira Liga. Tornato al Benfica, beneficia dell’infortunio dell’ex interista Julio Cesar, per guadagnarsi il posto da titolare.
Dopo una straordinaria stagione in terra portoghese, con tanti successi nazionali, viene acquistato dal Manchester City per 35 milioni di sterline. Diventa così il secondo portiere più pagato della storia dopo Buffon (poi superato anche da Kepa e da Allison). Guardiola, nella sua precedente esperienza al Bayern Monaco, se ne innamora in un quarto di finale di Champions League dei bavaresi contro il Benfica. Ederson rappresenta, tutt’ora, il prototipo del portiere moderno. Oltre ad essere molto forte tra i pali, è abile nelle uscite e nella costruzione del gioco dal basso. Guardiola lo ha spesso utilizzato, in questi anni, come un giocatore aggiunto in fase offensiva e come uomo in più per quella difensiva.
Le vittorie di Ederson
In questi anni al City, tra tante ottime prestazioni, che lo hanno reso uno degli interpreti più affidabili del ruolo, ha anche avuto qualche calo. L’eccessiva sicurezza e la forte esposizione al rischio, con uscite spesso spericolate, lo hanno, talvolta, portato a qualche errore grossolano. Le soddisfazioni, comunque, non sono mancate, con i tanti successi nazionali arrivati in questi anni: due campionati inglesi, tre coppe di lega, una FA Cup e due Supercoppe. Ederson, come tutto il Manchester City dopo gli investimenti fatti, è ancora in attesa, invece, del grande successo internazionale in Champions League.
Con la nazionale verdeoro, ha disputato già undici presenze, tra cui due nelle qualificazioni ai prossimi mondiali. Nel 2019, è arrivato anche il grande successo nella Coppa America. Tuttavia in quest’ultima, non ha disputato nessuna gara e anche attualmente è il numero due della “Selecao”. E’ infatti preceduto da un altro grande fuoriclasse: Allison, portiere del Liverpool.
FRANCESCO MANCINI
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