Dicembre è senza dubbi il mese più affascinante dell’anno che la magia del Natale rende unico. Per vivere ancor di più questa atmosfera, Metropolitan Magazine ha ideato una rubrica dedicata, intitolata “Welcome December“. In ogni appuntamento sveliamo curiosità, parliamo delle tradizioni legate a questa festa, ai suoi simboli, e perché no anche ad alcune leggende. A proposito, forse non tutti sanno che c’é una leggenda che riguarda la caratteristica principale del pettirosso, ed è fortemente legata proprio al Natale.

Dopo la creazione del mondo Nostro Signore decise di popolarlo di animali perché fossero parte fondamentale della natura e tenessero compagnia agli esseri umani. Così diede vita ad asini, tigri, cani, gatti e via via tutti gli altri. Un giorno, poi creò un piccolo uccellino tutto grigio. “Ricordati, il tuo nome è pettirosso!”, gli disse Nostro Signore, poi gli soffiò sulle ali e lo fece volare. Il pettirosso orgoglioso del dono appena ricevuto, volò instancabilmente per giorni ammirando la sconfinata bellezza del mondo. Un giorno il pettirosso assetato, vide dall’alto un invitante specchio d’acqua.

Disegno della Leggenda del pettirosso  photo credit: maestracarmelina.com
Disegno della Leggenda del pettirosso photo credit: maestracarmelina.com

La leggenda dei colori del pettirosso

Decise cosi di avvicinarsi per bere. Fu proprio in quel momento che, riflessa nell’acqua il piccolo uccellino, vide per la prima volta la sua immagine. Con sommo stupore notò di essere tutto grigio, dal becco alle zampine. Perplesso quindi tornò dal Signore. “Vorrei chiederti Signore, perché mi hai chiamato pettirosso se poi sono tutto grigio?”. Nostro Signore sorrise: “Ti ho chiamato pettirosso e pettirosso sarai, ma questo nome dovrai meritarlo”. Passò molto tempo e il piccolo uccello si impegnò fino allo stremo per meritarsi quel nome.

Imparò a cinguettare, poi a cinguettare benissimo e impegnandosi ancora, il suo diventò un canto melodioso, capace di allietare chiunque lo ascoltasse. Sconsolato il piccolo uccellino si accorse però che ogni suo sforzo non era valso a niente. Il colore delle sue piume non era cambiato. Così si dedicò a viaggiare e a cantare dimenticandosi delle parole del Signore, rassegnandosi al suo grigio colore. Una notte freddissima il pettirosso, guardando in alto si accorse che in cielo brillava una stella bellissima mai vista prima. La stella cometa.

Disegno della leggenda del pettirosso  photo credit: dreamstime.com
Disegno della leggenda del pettirosso photo credit: dreamstime.com

Il pettirosso fu premiato

Da lì a poco si accorse che tutti gli uomini si erano messi in cammino seguendo la direzione della stella. Incuriosito decise di seguirla anche lui e attraversando il cielo, giunse ad una grotta. Entrò e vide con grande meraviglia un piccolo bambinello adagiato in una mangiatoia, con accanto la mamma, il papà un bue e un asinello. Il pettirosso allora iniziò a cantare il suo canto più melodioso e a lui si unirono angeli. Col passare dei minuti la notte però si fece talmente fredda tanto che il bambinello sembrava infreddolito.

L’uccellino in un attimo capì cosa fare. Così si avvicinò al piccolo fuoco della grotta che ormai si stava spegnendo e sbattendo le ali lo ravvivò. Seguitò per tutta la notte, e giunte le prime luci del mattino, il pettirosso si accorse che il suo petto era finalmente diventato rosso. Rosso come le braci che col suo gesto d’amore erano tornate ad ardere. Da quel giorno il pettirosso porta con fierezza le piume rosse sul petto e continua a regalarci il suo canto, ricordandoci che anche un piccolo gesto può essere un grande regalo d’amore.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Leggenda del pettirosso) photo credit: vesuviolive.it

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