Eugenio Da Venezia, nasceva oggi, esattamente 121 anni fa, il pittore italiano tra i protagonisti del Gruppo conosciuto come “I Giovani di Palazzo Carminati”. Gli artisti di quel tempo si opponevano all’Accademismo e all’ordine in voga in quegli anni. Per la Rubrica Arte di questa settimana, ripercorriamo insieme la storia e alcune delle opere di questo pittore poco conosciuto ai più ma di grande valore.

Eugenio Da Venezia, vita e formazione artistica

Eugenio Da Venezia nasce a Venezia il 9 novembre 1900. Il suo percorso artistico, inizia all’Istituto Statale d’Arte ed è continuato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con insegnanti quali Vittorio Bressanin, Emilio Paggiaro ed Ettore Tito. Contemporaneamente abbina gli studi anatomici all’Ospedale Civile di Venezia, con l’amico pittore Marco Novati. Venezia è la città centrale della sua vita. Con gli amici pittori Fioravante Seibezzi, Mario Varagnolo, Neno Mori, Marco Novati e un figurativo Giuseppe Santomaso fa parte del gruppo soprannominato “I Giovani di Palazzo Carminati”. Comincia le sue esposizioni alle Mostre di Cà Pesaro in Venezia, dove partecipa ininterrottamente dal 1925 al 1956 con gruppi di opere.

Partecipa poi alla I Mostra interregionale d’arte di Firenze, nel 1933. Nel 1935 partecipa alla Mostra interregionale d’arte di Napoli.  Due anni dopo è presente anche alla Rassegna del disegno contemporaneo a Firenze. Dal 1932 al 1956 partecipa come invitato alle Biennali d’Arte Internazionali di Venezia. In quella del 1934 conosce il Duc de Trèvise Sauvegarde de l’Art Francais, che lo incoraggia e lo invita nel 1935 ad aprire una mostra personale a Parigi, dove soggiorna periodicamente fino all’inizio della seconda guerra mondiale. Durante tale periodo conosce Pierre Bonnard.  

Rientrato definitivamente in Italia, viene invitato con una mostra personale alla Biennale d’arte internazionale di Venezia nel 1940. In seguito a questa, il ministero della Pubblica Istruzione lo nomina per “chiara fama” insegnante titolare di Decorazione Pittorica presso l’Istituto statale d’arte di Venezia. Successivamente, nel 1947, inizia a insegnare all‘Accademia di Belle Arti di Venezia nella cattedra di Figura Designata. Partecipa, su invito, a mostre all’estero organizzate dalla Biennale internazionale d’Arte di Venezia. Una vita dunque dedicata alla pittura e alla sua città, Venezia. Il pittore muore proprio qui all’alba del giorno 8 settembre 1992.

“La pittura è stata ed è la passione più grande della mia esistenza, oserei dire la mia vita stessa”

Venezia non è stata solo la città in cui l’artista è nato. Venezia è stata per Eugenio il fulcro principale della sua arte. La maggior parte delle sue opere paesaggistiche, sono infatti proprio vedute della sua città. Egli stesso dichiara:

“Venezia ha alimentato il mio entusiasmo giovanile per l’Arte, infondendomi l’ardente desiderio di approfondire sempre di più lo studio della pittura”.

I soggetti comunque, in generale, spaziano dal paesaggio della laguna di Venezia, dei colli e delle montagne, ai ritratti, soprattutto dei suoi familiari, ai fiori fino alle nature morte. Per l’utilizzo del colore e di toni tendenti al chiaro ripropone una seconda generazione della Scuola di Burano. Attraverso una pittura aderente al movimento del Post-impressionismo dai toni chiari e ispirandosi alla tradizione pittorica veneta del Vedutismo, Eugenio da Venezia si pone in contrapposizione con le correnti artistiche in voga nel periodo. Rimane però sempre fedele al Post-Impressionismo, non lasciandosi influenzare dalle nascenti avanguardie come Futurismo, Astrattismo e Cubismo.

Vediamo alcune delle opere più belle del pittore veneziano.

Ritratto di mia moglie, 1943, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro – Venezia
Canal Grande San Toma’, 1933, Fondazione Querini Stampalia Venezia
Canale a Malamocco, 1930, Fondazione Querini Stampalia Venezia
Gallo forcello con uccello e scoiattolo, 1965

Ilaria Festa

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