Luciana Littizzetto attacca Andrea Serrani in difesa della Baccaglia, non risparmia neanche il presentatore Giorgio Micheletti.
L’attacco a Serrani è ricco dell’ironia pungente che contraddistingue la comica, ma ciò non esclude gli attacchi diretti
“Caro toccatore professionista, tast de cul di grande levatura…” ironicamente inizia la lettera di Luciana Littizzetto nei confronti di Andrea Serrani, letta ieri sera nello studio di “Che Tempo Che Fa” andato in onda su Rai3. La Comica si riferisce all’accaduto di sabato 27 novembre alla fine della partita Empoli-Fiorentina, quando la Giornalista Greta Baccaglia è stata molestata in diretta televisiva da alcuni tifosi. Quello che ha fatto più discutere è stato il gesto di Serrani, che non si è limitato alla molestia verbale dando una pacca sul fondoschiena alla Giornalista.
L’uomo si è in seguito giustificato dichiarando di non essere cattivo, la presentatrice risponde: “Infatti non sei cattivo, nessuno dice che sei cattivo. Sei cretino. Un cretino distillato al 100%, come la grappa. Se l’imbecillità fosse una montagna, tu saresti l’Everest. Anzi, il Machu Picchu. Più Picchu che Machu.”. Il tifoso continua a difendersi dichiarandolo un gesto goliardico di stizza dopo la perdita della sua squadra, “Perde la squadra tua e tu vai a palpare le chiappe sue? Ma vai a palpare quelle del presidente Commisso se proprio hai bisogno di buttare fuori lo stress […] Palpati il tuo col guanto da forno, picchiettati i cimbali con le pinze da camino. Ma il sedere degli altri consideralo d’ora in poi sacro“.
“Non è che il Creatore ha plasmato le natiche delle donne per far sfogare lo stress ai maschi…” continua lo sfogo della Littizzetto che considera insensate le giustificazioni del tifoso, e lo sottolinea con una battuta: “Apprezzo però il fatto che tu non abbia detto “volevo salutarla, solo che col Covid non potevo stringerle la mano e allora ho pensato di stringerle… ecco.”.
La presentatrice conclude sottolineando l’ipocrisia dell’uomo: “E poi, quando ti sei sentito braccato hai rincarato la dose: “Vi prego basta, ho una figlia”. Ah, vedi che già capisci che piano piano ci arrivi. Pensa se succedesse alla tua di figlia. Non saresti per niente contento di sapere che un tizio passando le ha spalmato la mano sul cu*o. Vero che ti divertiresti molto meno?”.
Si rivolge poi al conduttore Micheletti, che con la sua battuta non ha migliorato la situazione.
Tuttavia, non si limita ad Andrea Serrani ma si rivolge direttamente al conduttore Giorgio Micheletti, che commentò l’accaduto con un “non te la prendere”. “Ma come non te la prendere?” continua la Littizzetto “Prenditela e come, Greta. Infuriati come si deve e punisci uno per educarne cento“. Un gesto vigliacco lo definisce “Perché a uno come Tyson il cu*o non glielo tocchi perché sai che dopo ti devono rimontare come i mattoncini del Lego.”
“Cosa devono fare le donne per essere rispettate?” si chiede Luciana Littizzetto
Meritano di essere riportate per intero le ultime parole con cui si conclude la lettera: “Ma pensa il contrario, pensa se noi donne lo facessimo a voi. Pensa se ci mettessimo noi a paccarvi il cu*o o ad afferrarvi i bragigli, che vi ritraete come corna di lumaca ogni volta che uno fa solo il gesto. Passi davanti al meccanico: “Buongiorno signora”. E tu per tutta risposta: “Oplà”, una mano sul pacco a tutta velocità. Voglio vedere. E poi gli dici: “Dai Giovanni, non te la prendere”. Vedi come non se la prende. Non se lo dimentica più”.
Enrica Nardecchia
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