Nel nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo, Ikigai; un termine giapponese riferito alla ricerca personale di uno scopo per cui valga la pena vivere.

Ikigai, la ragione di vita che rende l’esistenza degna di esser vissuta

Ikigai (生き甲斐) è una parola giapponese che, tradotta in italiano, significa letteralmente “qualcosa per cui vivere” o, ancora, ”ragione di vita”. Essenzialmente, il termine Ikigai è un motivo per cui vale la pena alzarsi dal letto la mattina; è lo scopo della vita, l’essenza di quest’ultima che, per ogni essere umano, è ovviamente diversa. Quindi è quell’azione compiuta in modo volontario da una persona e che serve per dare senso alla propria esistenza. Nello specifico, infatti, il giornalista del National Geographic Magazine Dan Buettner dichiara che, nella zona di Okinawa, il termine Ikigai e tutta la filosofia che ne consegue, si rende proprio come ”una ragione essenziale per svegliarsi al mattino”; tuttavia la parola può anche riferirsi a una persona della quale si è innamorati.

La cultura giapponese racchiude il concetto di Ikigai in una vera e propria filosofia del quotidiano; tale concezione sottolinea l’importanza delle piccole cose, dei gesti semplici e non eclatanti per giungere alla soddisfazione del proprio modo di vivere e, in seguito, alla vera essenza della felicità. Si tratta quindi di uno stile di vita più contemplativo e che mira alla serenità, senza lasciarsi turbare dalle cose di poco conto. Chiunque, secondo il retaggio giapponese, possiede il proprio Ikigai. A volte, tuttavia, cercare la vera ragione di vita che dia un senso alla propria esistenza può essere tortuoso; ma la conclusione e la consapevolezza della propria ragion d’esistere reca, in seguito, un profondo stato di appagamento.

Il senso della vita partendo da cinque punti

La filosofia Ikigai si basa principalmente su quattro postulati:

  • Iniziare in piccolo;
  • Dimenticarsi di sé;
  • Armonia e sostenibilità;
  • Gioia per le piccole cose;
  • Essere nel qui ed ora.

Da qui, si evince come sia utile basare la propria ricerca interiore partendo da tre punti:

  • Passione: fare ciò che si ama, seguendo le proprie preferenze;
  • Missione: qual è il proprio scopo nel mondo? A cosa, ognuno, può essere utile nel contesto in cui vive?
  • Vocazione: svolgere ciò che si sa fare meglio, esaltando i propri talenti.

Una concezione di vita che mette al centro non la velocità del mondo contemporaneo ma le proprie inclinazioni per giungere alla felicità, alla trasformazione, e al cambiamento in positivo. Seguire il proprio Ikigai può anche avere risvolti negativi: chi tende a vivere le proprie passioni con estrema pienezza, sconfinando della dissolutezza più estrema, può correre il rischio di essere consumato dai propri ardori.

Stella Grillo

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