Nuovo attacco nei pressi di Kiev, colpito un reparto di maternità lo annuncia Shevchuk, capo della chiesa greco-cattolica.

Nei pressi di Kiev è stato colpito un ospedale di maternità. Lo dice il capo della Chiesa greco-cattolica mons. Sviatoslav Shevchuk in un videomessaggio. “In questi ultimi momenti, in particolare questa notte, abbiamo assistito ai nuovi orrori della guerra. Abbiamo visto scuole, asili nido, cinema, musei distrutti, e al mattino un razzo ha colpito l’ospedale di maternità. Ci chiediamo, ma perсhè?”. Verosimilmente il vescovo si riferisce al Centro di Assistenza per la Gravidanza di Buzova. A denunciare l’attacco è stato su Fb il suo Ceo Vitaliy Girin, il quale dice che “tutti sono stati evacuati” ma il palazzo ha “danni ingenti”.

Kiev: continuano gli attacchi sui civili, questa volta colpito un reparto di Maternità

Nonostante ieri siano avvenuti i dialoghi diplomatici a Golem tra Russia ed Ucraina, sembra che i russi non vogliano indietreggiare. Secondo una nota dell’Eliseo, Putin si era impegnato a «sospendere tutti gli attacchi contro i civili e le abitazioni». Una parola data che evidentemente non ha rispettato.
A questo punto cominciano ad aumentare le sanzioni contro la Russia, ed aumentano anche i paesi coinvolti in questa “nuova guerra fredda”.

La Svizzera si schiera contro la Russia

Contro ogni pronostico, nelle ultime ore, anche il paese più neutrale del mondo ha preso posizione: la Svizzera. «L’aggressione della Russia all’Ucraina è un’aggressione alla sovranità, alla libertà, alla democrazia e alla popolazione civile di una Paese sovrano», ha affermato in conferenza stampa a Berna il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, aggiungendo che è inaccettabile sia per il diritto internazionale, che politicamente e moralmente. «Altre democrazie devono poter contare sulla Svizzera, gli Stati che rispettano il diritto e sostengono i diritti umani devono poter contare sulla Svizzera», ha proseguito Cassis, sottolineando che si tratta di un passo che il Governo non compie alla leggera. Sembra che la Svizzera abbia detto “Si” alle sanzioni contro la Russia.