Il 19 Agosto del 14 d.C. morì Gaio Giulio Cesare Augusto, conosciuto come Ottaviano o Augusto. Fu il primo imperatore romano della storia; ha governato dal 27 a.C. al 14 d.C.. Il 16 Gennaio del 27 a.C. ricevette il titolo onorifico di “Augustus” ossia “degno di venerazione e di onore”. Il suo nome così divenne “Caesar Divi filius Augustus”.
Augusto, il primo imperatore romano della storia: lascito

“Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo”.
Augusto
Augusto volle rendere Roma la città più vittoriosa di tutto il mondo (“Roma caput mundi”) attraverso la tutela degli intellettuali che celebravano il principato e la decorazione mediante monumenti ed opere pubbliche.
Augusto lasciò il suo ritratto ai posteri mediante l’opera “Res Gestae divi Augusti” (“Le imprese del divino Augusto”); si trattava di un resoconto redatto da lui in persona inerente a tutte le sue opere compiute durante la sua carriera politica. Tutto il testo è presente in latino e in greco sulle pareti del tempio di Augusto e della dea Roma ad Ankara (Turchia).
Nonostante egli non si fosse auto-attribuito appellativi divini, subito dopo la morte molti lo considerarono “figlio di Dio”. Successivamente gli storici a lui posteriori, come Seneca il Vecchio, Sallustio, Svetonio e Lucio Anneo Seneca, riportarono parte della sua vera indole: violento nelle proscrizioni e autocratico nel potere.
Le sue riforme amministrative furono giuste e durature. Egli, infatti, consegnò le province ai legati imperiali e riformò il sistema monetario e fiscale. In aggiunta organizzò la città di Roma in maniera eccellente, attribuendole cure nell’urbanistica, nell’approvvigionamento alimentare e nella gestione delle acque. La divisione che lui fece della penisola italica era di gran lunga simile a quella moderna (regioni). Il suo apporto alla storia ha modificato nei secoli l’ecumene dell’Italia, regalando ai posteri il ricordo del suo operato.
Giusy Celeste





