È possibile parlare di transizione, di diritti LGBTQIA+, di queerness e accettazione del diverso in un film d’animazione? Ma soprattutto, è possibile farlo con semplicità, ironia e senza scadere nella banalità e nella ripetitività? Nimona, nuovo film d’animazione distribuito su Netflix, riesce in tutto questo e anche di più. Progetto nato dalle ceneri del Blue Sky Studios che ne aveva portato avanti la produzione prima della chiusura degli studi da parte di Disney, il film è stato acquistato da Annapurna Pictures. Lo studio ha completato la produzione e l’ha distribuito su Netflix. Il film è come la sua protagonista (da cui prende il titolo): irriverente, fuori da qualsiasi schema, senza freni e sempre al massimo. Un film meraviglioso da qualsiasi lato lo si voglia guardare, in particolare nei suoi messaggi e nel suo bisogno di parlare ai più piccoli di cosa voglia dire non sentirsi adatti e di come, in fondo, non siamo noi ad essere sbagliati, ma lo è chi non vuole vederci diversi.

Nimona: Estetica e cattiveria

Nimona e Ballister in una scena del film

In un mondo sospeso tra il medioevo e il cyberpunk, il regno è protetto dai valorosi cavalieri della regina, che combattono i mostri oltre le mura da secoli e secoli. È una serata importante perché, oltre all’elezione dei nuovi cavalieri, tutti di origine nobile, c’è spazio per Ballister, il primo ad essere nominato cavaliere senza sangue blu grazie alla sua bravura, la sua determinazione e la protezione della regina Valerin. Ballister è assediato dai dubbi sull’essere all’altezza delle aspettative e ha paura di non essere accettato, proprio per le sue umili origini. L’unico che gli tiene testa e che capisce il suo stato d’animo è il suo amante Ambrosius, discendente diretto dell’eroina Gloreth, la prima a combattere e sconfiggere i mostri secondo le antiche leggende. Nel momento dell’elezione, Ballister rimane vittima di un complotto e viene accusato del feroce assassinio della regina davanti a tutta l’arena. Braccato e messo alle strette, troverà l’aiuto di Nimona, giovane ragazza dai capelli rossi desiderosa di diventare la spalla del super cattivo di turno, e allo stesso tempo alla ricerca di qualcuno considerato un mostro proprio come lei. Grazie ai suoi poteri da mutaforma, tenterà di far scagionare Ballister per diventare la sua spalla a tutti gli effetti.

Nimona è una meravigliosa perla di narrazione che, in un world building messo in piedi divinamente, trova lo spazio per parlare di diversità e di transizione, senza paternalismo. Anzi, pone i due elementi come i fulcri della narrazione stessa. Incarna esattamente uno spirito d’animazione che si è perso negli ultimi anni: il parlare di argomenti seri, nel modo più spensierato possibile. Senza lasciarsi andare a inutili lezioni di vita e imposizioni dirette. Proprio come dice Nimona, il film mette tutto in discussione e chiede allo spettatore stesso di farlo. E insegna ai più piccoli, il suo target principale, di non seguire ciò che gli viene imposto, di non fidarsi sempre ciecamente di quello che gli viene detto ma di mettere tutto in dubbio. Sempre. E tutto questo lo fa attraverso un mondo fantastico sia nella resa artistica che in quella tecnica. Il Cel-shading è unito al 3D per creare un’illusione di animazione 2D meravigliosa che, nonostante derivi dalla produzione del 2015 di Blue Sky, tiene botta ancora adesso. E l’ibridazione tra medioevo, cyberpunk e toni steampunk rende l’ambiente un incanto per gli occhi. Pieno di colori e di toni tra il viola e il rosso, il futuro si unisce a ciò che è stato in una metafora della nostra società, in cui il passato è sì ancorato a terra, ma il progresso è infermabile. Nimona è un fantasy moderno a tutti gli effetti, che sa parlare ai grandi e ai piccoli con un gusto difficilmente riscontrabile nell’animazione odierna. Riscrive le regole narrative e fa del mostro il protagonista e cardine della storia un po’ come fece Shrek, di cui porta l’impronta spirituale e a cui è impossibile non pensare. E soprattutto crea l’eroina di cui avevamo bisogno, Nimona. Cattiva, irriverente e sovversiva, la protagonista è una ventata d’aria fresca e di sregolatezza che rompe le barriere della narrazione classica, fondendosi con essa in un connubio perfetto. Il suo design è accattivante, colorato e la sua personalità è costruita alla perfezione, riuscendoci a trasportare praticamente dal primo istante. E il rapporto tra lei è Ballister è costruito alla perfezione. A metà tra il buddy movie e la relazione alle Léon di Luc Besson, grazie alla sceneggiatura di Robert L. Baird e Lloyd Taylor, i due si intendono e si capiscono, in un duo reale, concreto e commovente. E il film è zeppo di citazionismo cinematografico. Da Besson ai buddy movie, da Tarantino a Blade Runner ai monster movie giapponesi, il film è pregno di amore per il cinema che si traduce in un piccolo capolavoro d’animazione.

Un meraviglioso inno alla ribellione

Il film trova ancora più forza nei suoi significati reconditi ed impliciti. Basato su una graphic novel di ND Stevenson, autore che ha affrontato un processo di transizione, Nimona parla proprio di questo. Di transizione, di paura del diverso, e dell’accettazione da parte degli altri. Il mostro è la metafora, il click per mettere in campo un argomento del genere e farlo diventare il nocciolo della pellicola. È la paura, il timore di ciò che non si conosce a non far accettare ciò che sembra fuori dagli schemi. E Nimona non riesce a trovare un posto nel mondo, si è abituata all’idea di essere considerata un mostro ma non si perde d’animo. Anzi, affronta la cosa che tutta la sua insolenza e la sua forza anche per chi, magari, quella forza non la ha più. È simbolo di una generazione ribelle, sfrontata e impertinente nei confronti di una società che ci vuole uguali e senza unicità, inscatolati in un’imposizione arcaica e paternalista. Attraverso il suo stile punk e alla costante e meravigliosa colonna sonora che spazia tra rock, punk e metal, Nimona è un inno alla queerness e al fatto che non si è mai sbagliati. Un inno al sentirsi bene con sé stessi ed accettare chi non è come noi. Un’inno alla ribellione e al rovesciamento del sistema. Nimona è un piccolo capolavoro di cui avevamo dannatamente bisogno e non ne vorremo mai fare a meno.

Alessandro Libianchi

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