Save The Children ha lanciato una petizione per chiedere che i bambini stranieri nati o cresciuti in Italia possano avere la cittadinanza italiana. Il Rapporto annuale sulla scuola di Save The Children mette a fuoco i percorsi educativi degli studenti con background migratorio.

La petizione di Save The Children

In un contesto in cui il sistema scolastico italiano si confronta con una permanente costante del numero di studenti, dovuto al declino demografico che colpisce il paese da anni, con un calo di quasi 71.000 bambini rispetto a sette anni fa, e con classi sempre più multiculturali. Il Rapporto annuale sulla scuola di Save The Children mette in evidenza i percorsi educativi degli studenti con background migratorio. Questo rapporto sottolinea l’importanza per l’Italia di riconoscere e valorizzare la diversità presente nelle scuole e di superare gli stereotipi legati alle esperienze migratorie. Le proposte presentate mirano a sostenere un sistema scolastico inclusivo e multiculturale.

Save The Children e la richiesta al Governo- Photo Credits Temponews
Save The Children e la richiesta al Governo- Photo Credits Temponews

L’impoverimento educativo

Non sorprende che in Italia la percentuale di dispersione scolastica sia superiore rispetto alla media europea, con il 11,5% nel 2022 contro il 9,6% della media europea. Inoltre, l’8,7% degli studenti si trova in condizione di dispersione implicita secondo i dati dell’invalsi del 2023. Sebbene questa percentuale sia stata rilasciata rispetto all’anno precedente, rimane ancora più elevata rispetto a quella registrata prima dell’inizio della pandemia, che era del 7,5% nel 2019. Gli studenti in condizione di dispersione implicita sono coloro che, pur conseguendo il diploma di scuola superiore, non riescono a raggiungere i livelli di competenza richiesti nelle prove di italiano, matematica e inglese. Mantengono invece livelli paragonabili a quelli previsti per gli studenti di terza media.

“Bisogna investire sul pluralismo culturale nelle scuole”

Daniela Fatarella, direttrice generale di Save The Children, lancia l’appello: “Il percorso formativo di questi 800mila bambini è segnato da ostacoli e difficoltà che si manifestano fin dall’infanzia”. “La scuola è lo spazio per eccellenza dell’incontro e dello scambio tra bambini e ragazzi con provenienze diverse. La relazione è spesso la chiave per avviare un processo di inclusione sociale di successo”, continua Daniela. “Per questo, chiediamo al Governo di investire risorse per valorizzare il pluralismo culturale nelle scuole. Bisogna potenziare la presenza di mediatori culturali negli istituti con un’alta presenza di alunni con background migratorio”.

Giulia Simonetti

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