Dopo la vittoria nel 1997 e ben 26 rifiuti i Jalisse non demordono, e al Festival di Sanremo 2024, l’ultimo condotto da Amadeus, decidono di portare un progetto capace (forse) di far cambiare idea al direttore artistico. «Ovviamente ci presenteremo anche quest’anno, con un progetto molto forte secondo noi», raccontano Fabio Ricci e Alessandra Drusian a Caterina Balivo
«Se non sarà questa la volta buona ne troveremo delle altre: non ci arrendiamo mai», insistono i Jalisse, capaci di dimostrare una volontà e una perseveranza straordinarie in un mondo in cui è facilissimo arrendersi e guardare oltre. «Senti Ama, senti, te lo dico all’orecchio tanto siamo solo io e te: facciamo che sia questa la volta buona», è l’appello di Caterina Balivo ad Amadeus: dopo tutti questi anni i Jalisse sono, infatti, diventati gli idoli della Rete perché una battaglia così educata e così opportuna per poter tornare in gara non l’abbiamo mai vista.
A questo punto Caterina Balivo non ha saputo resistere, e ha insunuato il dubbio sul motivo delle ultime esclusioni da parte di Amadeus, che del Festival della musica italiana è non solo il conduttore ma anche il direttore artistico. «Negli ultimi anni si vede che il vostro progetto non funzionava se vi ha detto di no…». Ma la coppia ha risposto di non poter sapere il motivo di quella serie di «No».
I Jalisse a Sanremo 97

I Jalisse, duo formato dai coniugi veneti Fabio Ricci e Alessadra Drusian, per la verità partecipavano nella sezione Giovani. Il regolamento del Festival quell’anno prevedeva che le nuove proposte più votate durante la prima serata sarebbero state di diritto promosse a Big. E così fu. Dopo la prima esibizione i Jalisse vennero letteralmente sommersi dai voti, ottenendo il passaggio di categoria. Da sconosciuti diventarono veri beniamini del pubblico, orfano del magico duo Al Bano & Romina.
A dirla tutta i Jalisse assomigliavano di più agli 883 perché se la bella Alessandra ce la metteva tutta a gorgheggiare come una pazza, il coniuge davvero non si capiva che facesse; faceva finta di cantare, faceva finta di suonare e si limitava a muovere (fuori tempo) le spallucce.





