Francesco Merola ha raccontato come è nato l’amore tra papà Mario e mamma Rosa: “Papà amava mangiare, giocare perché sanno tutti che amava giocare al casinò anche se negli ultimi anni si era frenato un po’ e poi devo dire che non ci ha mai fatto mancare nulla e auguro a tutti di avere un padre come l’ho avuto io e poi amava il popolo. Lui preferiva andare a cantare piuttosto che stare a casa. Per lui solo la vigilia di Natale era sacra, poi amava cantare per il popolo anche a Capodanno”, racconta Francesco Merola. “Mio padre è stato fidanzato per 14 anni, ma lui voleva fare più in fretta. Mamma diceva che aveva genitori severi e quindi gli diceva di sistemarsi un po’. Per portarla via da casa, si comprò una pistola di giocattolo e le disse di scappare. Mamma disse no. Gli disse di andare a lavorare, di fare i soldi per poi tornare e sposarla e così fece. Una cosa molto bella”, racconta Francesco

Francesco Merola è il terzo figlio di Mario Merola e Rosa Serrapiglia. Nata il 3 gennaio 1936, Rosa ha sposato Mario Merola il 6 aprile del 1964, dopo 13 anni di fidanzamento. La coppia ha avuto tre figli: Michele Roberto, Loredana e Francesco. Alla morte prematura della cognata Enza Serrapiglia, a causa del cancro, Mario e Rosa hanno accolta a casa loro i suoi tre figli. Ospite di Mara Venier a Domenica In, Francesco Merola ha parlato dei suoi genitori: “Mio padre giocava tanto e perdeva, ma era il suo unico vizio. Per il resto, non ha mai tradito mia madre, ha sempre amato tutti noi figli ed era una persona molto buona”. E ha aggiunto: “Mia madre continua a vivere nella stessa casa, a Napoli, con i suoi ricordi. Non vuole fare nient’altro che guardare i suoi film”.
Mario, ha ricordato il padre con uno splendido post sul proprio profilo Facebook qualche mese fa. Mario Merola, il cui anniversario di nascita era stato appena un mese fa (6 aprile), è scomparso il 12 novembre 2006, a Castellammare di Stabia, all’età di 72 anni, dopo essere stato ricoverato in rianimazione appena cinque giorni prima, dopo aver mangiato delle cozze crude. Nonostante le cure, si spense così all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, suscitando enormi reazioni nel popolo napoletano e non solo: conosciutissimo anche all’estero, visto l’enorme afflusso di meridionali e partenopei emigrati in ogni parte del mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale, Mario Merola è tutt’oggi un’icona del genere musicale e teatrale della sceneggiata napoletana.
Lui, del resto, ha seguito le orme paterne come l’altro fratello, Michele Roberto, intraprendendo la carriera musicale: negli ultimi anni di vita del padre, proprio Francesco lo aveva accompagnato in diverse esibizioni, tra cui il Festival di Napoli del 2001 dove vinsero anche il primo premio, con la canzone “L’urdemo emigrante”. Del resto, anche la scelta del nome “Francesco” per il terzogenito (nato dopo Michele Roberto e Loredana) non fu casuale: il nome infatti fu scelto da Mario Merola in onore di Franco Franchi, l’attore e cantante siciliano grande amico del “Re della sceneggiata”.





