Febbraio si preannuncia un mese ricco di novità ed esperienze per Veronica Scopelliti, in arte Noemi. Tra pochi giorni la cantautrice romana farà ritorno sul palco del Festival di Sanremo, al quale parteciperà con il brano Se t’innamori muori, scritto per lei da Mahmood, Blanco e Michelangelo. Sempre sul palco dell’Ariston, nella serata dedicata alle cover, duetterà sulle note di Tutto il resto è noia di Franco Califano. L’ultimo giorno del mese, invece, uscirà Nostalgia, il suo settimo album in studio, prodotto da Sony Music e presentato oggi in anteprima in conferenza stampa.

Noemi in conferenza stampa:«il mio brano di Sanremo mi ricorda le chiacchierate con Mahmood»

Noemi conferenza stampa
La copertina di Nostalgia, il nuovo album di Noemi, presentato oggi in conferenza stampa

Martedì 11 febbraio Noemi tornerà nella Città dei Fiori per l’ottava volta, in gara con Se t’innamori muori, una canzone che la entusiasma molto, a partire dal titolo. «Mi piace molto, è coraggioso», esordisce in conferenza, «ricorda quasi un film alla Quentin Tarantino. È uno di quei titoli che attira l’attenzione ma, al tempo stesso, racconta bene l’atmosfera. Se t’innamori muori è stato scritto da quello che io definisco un trio da Brividi: Mahmood, Blanco e Michelangelo. Sono degli autori pazzeschi che, in qualche modo, hanno saputo connettersi con me, cucendomi addosso le parole. La mia amicizia personale con Alessandro è stata di sicuro d’aiuto. Lui è estremamente sensibile e attento; nel testo ho riconosciuto più di qualche chiacchierata tra di noi.».

Il pezzo parla della paura di lasciarsi andare al sentimento e, di conseguenza, di fidarsi del partner, mostrandosi fragili e potenzialmente esposti al rischio di grandi dolori o delusioni. Un salto nel vuoto che, però, è necessario e giusto, quando si ama. «In alcune dinamiche, come quelle relazionali», spiega l’artista, «le strategie non servono a nulla. Il vero atto rivoluzionario è abbandonarsi all’amore, con coraggio. Comunque vada, ne vale sempre la pena, perché sono le grandi emozioni a renderci vivi».

Nel brano, si parla anche della possibilità di avere i figli e della paura che questa scelta comporta: «Non è un discorso facile. Desideriamo diventare genitori, ma abbiamo paura; vogliamo condividere la gioia con qualcuno, ma siamo frenati. Sia nell’ambito dei rapporti, che della maternità, questa canzone parla del valore del saper “rimanere” accanto all’altro, nel bene e nel male.».

Nostalgia, il nuovo album di Noemi, uscirà il 28 febbraio 2025

Se t’innamori muori sarà contenuto in Nostalgia, nuovo disco di Noemi, in uscita il prossimo 28 febbraio. Per lei, il sentimento che dà il titolo all’intera opera, è il fil rouge che unisce tutte le tracce, deducibile anche dalle sonorità, definite «vintage, un richiamo agli anni Settanta».

Autore della title track è Neffa: «Giovanni (Pellino, vero nome del cantautore, ndr.) ha una poesia incredibile nella scrittura. C’è una frase, “La nostalgia, se non è dentro di te, non esiste”, che secondo me spiega tutto. Il nostro sguardo disegna il mondo ma, nel mondo di oggi, le emozioni spaventano. La nostalgia è un sentimento diverso dalla malinconia. Quest’ultima è qualcosa di freddo, che sa di rimorso; la nostalgia, invece, è una sensazione calda, analogica. Ci fa sentire fragili e, quindi, umani.». Per Noemi, il brano si collega in qualche modo anche a quello sanremese: «La musica ha un valore sociale, non deve smettere mai di raccontare le persone e la realtà. Nostalgia è stata scritta durante il primo lockdown e proprio per questo parla di solitudine, un sentimento che stride con il bisogno dell’uomo di stare in compagnia. In fondo, siamo animali sociali».

I brani presentati in anteprima

Nel corso dell’incontro con la stampa, oltre a Nostalgia, Noemi ha fatto ascoltare in anteprima altre due tracce del nuovo progetto. La prima, Notte Inutile, è stata scritta da lei stessa insieme a Giorgio Poi. «Ho scoperto Giorgio grazie al singolo Erica cuore ad elica, che ha l’immagine straordinaria di questa ragazza con questo cuore che gira in continuazione.», ricorda, «Notte Inutile è un brano da “golden hour”, easy e rilassato, ma potente; ha un sound antico, vintage, da Seventies».

Di tutt’altro stampo è, invece, Centomila Notti, firmata da Noemi e Ginevra Arasci, molto più attuale: «Nel disco ci sono due mondi, uno più soft e uno più contemporaneo, elettronico, che a me piace tantissimo. Questo pezzo rimanda all’hip hop, al soul, alla musica anni Ottanta.».

Noemi in conferenza stampa: a Sanremo con la Gialappa’s Band e il tour in inverno

Novità assoluta di questa nuova esperienza sanremese, sarà la presenza della Gialappa’s Band, che accompagnerà Noemi per tutta la durata del Festival: «Porterò con me i Gialappi, Giorgio e Marco. Racconteranno tutto con il loro stile tranchant, ma ironico, che io amo. Io li seguo da sempre, sono una loro fan. So che sono ingestibili, ma sono sicura che sarà divertentissimo; documenteranno ogni cosa, spero che i miei colleghi saranno contenti di questa iniziativa».

A rendere felice lei, invece, è il tour in arrivo, che la vedrà per la prima volta salire sul palcoscenico del Palazzo dello Sport di Roma, il 20 dicembre 2025 . Per Noemi, i live sono la parte più bella del suo lavoro: «Per me la più grande soddisfazione è cantare dal vivo. Vedere come una canzone, magari scritta in solitaria, in una stanza, arrivi a tante persone, che s’identificano in essa, è davvero stupendo. In fondo, io vengo dai live; ho iniziato a cantare da piccola nei pub e nelle pizzerie del litorale romano. Non vedo l’ora di essere a Roma, ma oggi usciranno altre date; mi esibirò nei teatri, una dimensione che sento a me molto vicina».

Il duetto con Tony Effe e l’importanza del dialogo

Nel corso della kermesse, nello specifico venerdì 14 febbraio, Noemi duetterà con Tony Effe, cimentandosi in un classico della canzone italiana: Tutto il resto è noia di Franco Califano. Una sfida -anche contro i pregiudizi, date le ultime polemiche intorno alla produzione musicale del trapper- per cui la cantante si sente più cne pronta. «Ho sentito “da lontano” il suo Pezzo di Sanremo, e penso che lui sia in un momento di metamorfosi, artistica e personale. Ho scelto di omaggiare Califano perché, secondo me, è la perfetta sintesi mia e di Tony; e poi, era uno che cantava la romanità.».

Sa bene quanto la decisione di fare coppia con Tony Effe, spesso al centro della bufera per i suoi testi violenti e sessisti, abbia fatto storcere diversi nasi, ma Noemi difende le sue idee: «Io credo che si debba sempre dare l’opportunità di parlare e spiegarsi. Dialogare anche con persone controverse aiuta a comprendere e io, come artista e come donna, mi sono sentita di farlo. Come persona, scommetto su di lui. Tony è ascoltato dai giovanissimi, e bisogna capire perché; forse i ragazzi di oggi sono più bravi di noi a leggere un testo con leggerezza. In ogni caso, lui è in evoluzione, com’è capitato ad altri prima di lui. Pensate a Marracash, che ha iniziato in un modo e poi ha vinto il Premio Tenco».

La cantante è parte della Fondazione Una, Nessuna, Centomila, e in molti l’hanno attaccata dopo la querelle sul Capodanno al Circo Massimo, in cui lei si era schierata proprio dalla parte del rapper. Noemi, però, rilancia: «Mi piacerebbe molto che Tony partecipasse al concerto di Napoli organizzato dalla Fondazione, sarebbe un segnale forte, per lui e per il pubblico. In ogni caso ribadisco, io credo fortemente nel dialogo; silenziare e censurare non portano a nulla. La sua canzone si chiama Damme ‘na mano? Io ‘sta mano voglio dargliela, spero che sia solo la prima di tante».

Noemi in conferenza stampa: «l’imprevisto è un’occasione di vita»

La scelta di dare una chance a Tony Effe, il suo brano di Sanremo e anche l’album in uscita sono tutti tasselli di un desiderio profondo di Noemi: il ritorno all’umanità, con tutte le sue meravigliose imperfezioni. «Nella realtà che oggi ci circonda tutto dev’essere perfetto, dall’immagine alle parole da usare.», pondera la cantante, «Non si può mai sbagliare, ogni cosa dev’essere ineccepibile; invece, è proprio l’errore a renderci unici. Penso alle nuove generazioni, che sentono la pressione di dover apparire sempre perfetti e giusti in tutto. Poracci, dai, non possiamo fargli questo.».

«Nel film “Al di là dei sogni”, con Robin Williams», conclude Noemi, «c’è una frase verissima: “A volte, quando si perde, si vince”. Io credo che sia proprio così, e serve a tingere il mondo di positività. L’imprevisto non è un problema, ma un’occasione di vita, per imparare e per restare umani».

Federica Checchia

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