Mercoledì la prima riunione di governo dell’amministrazione Trump, un evento pubblico trasmesso in diretta streaming, è stata dominata dall’alleanza tra Musk e Trump, e dal modo deciso in cui il presidente degli Stati Uniti si è schierato con il suo consigliere miliardario, nonostante i recenti scontri tra lui e membri del governo.

Musk, che ha il compito di tagliare le spese del governo federale, ha licenziato o minacciato di licenziare migliaia di dipendenti che lavorano per uffici di pertinenza di altri ministeri, e ha eliminato fondi e programmi pubblici senza che gli uffici competenti fossero prima consultati.

La settimana scorsa ha fatto arrivare un’email ai dipendenti di tutte le agenzie federali statunitensi chiedendo loro di giustificare il lavoro dell’ultima settimana, altrimenti sarebbero stati licenziati. L’invio massiccio delle mail ha indispettito alcuni ministri: il dipartimento di Stato, quello della Difesa, della Giustizia e altri hanno detto ai propri dipendenti di ignorare la mail di Musk.

Per cercare di placare le polemiche, Trump ha scritto sui suoi social media: «TUTTI I MINISTRI DEL GOVERNO SONO ESTREMAMENTE CONTENTI DI ELON». Durante la riunione, poi, il presidente non soltanto ha difeso Musk, gli ha anche concesso di parlare per primo e più a lungo di chiunque altro, eccetto lui stesso. Musk indossava un cappellino nero con scritto “Make America Great Again”, lo slogan di Trump, e una maglietta sempre nera con scritto “Tech Support”, e ha scherzato sul fatto che il suo lavoro è quello di fornire “supporto tecnico” all’amministrazione Trump.

Parlando della mail inviata ai dipendenti federali, Musk ha detto che aveva ricevuto da Trump un assenso esplicito: «Ho chiesto: ‘Possiamo inviare una mail a tutti chiedendo cos’hanno fatto la scorsa settimana?’, e il presidente ha detto sì». Musk ha anche cercato di ingraziarsi i ministri: «Il presidente Trump ha messo assieme il miglior governo di sempre».

È stato Trump a parlare per la maggior parte del tempo, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti. Tra le altre cose, ha confermato che gli Stati Uniti non forniranno all’Ucraina garanzie esplicite di sicurezza in cambio di un accordo sullo sfruttamento delle risorse minerarie del paese, e ha detto che l’Ucraina «può scordarsi» di entrare nella NATO.

Si è anche rifiutato di dire se gli Stati Uniti difenderanno l’isola di Taiwan da un eventuale attacco della Cina, e ha annunciato che a breve proporrà un nuovo programma pubblico per concedere il permesso di residenza negli Stati Uniti a chiunque pagherà almeno cinque milioni di dollari.

Ha poi parlato molto di dazi: ha detto che intende attivare dazi del 25 per cento sulle importazioni da Canada e Messico, che erano stati sospesi durante il primo mese del suo mandato, e che sta pensando a dazi del 25 per cento anche contro l’Unione Europea