Anouchka Delon non è nota unicamente per essere la figlia di Alain Delon, ma soprattutto per come sia riuscita ad eguagliare il padre dal punto di vista professionale. Attrice affermata, talentuosa e che è riuscita a far tesoro degli insegnamenti paterni per ritagliarsi uno spazio considerevole nell’industria cinematografica internazionale. Anouchka è nata nel 1990 dalla relazione di Alain Delon con la modella Rosalie Van Breemen.

Dalla relazione tra Alain Delon e Rosalie Van Breemen è nato anche Antony, fratello di Anouchka Delon. Anouchka era considerata la “figlia prediletta” di Alain Delon, come ha confermato anche Anthony Delon nella sua intervista a Verissimo. Alla domanda se Anouchka sia “davvero la figlia prediletta”, Anthony ha risposto: “Sì, lo è. Ma io non ho sofferto per questo perché Anouchka potrebbe essere mia figlia, ha l’età che potrebbe avere mia figlia. Ho fatto la mia vita da bambino, da adolescente, da uomo senza Anouchka. Chi ne ha sofferto di più, secondo me, è mio fratello Alain Fabien”.

Anouchka è stata l’unica figlia che Alain Delon ha voluto al suo fianco al Festival di Cannes nel 2019 quando all’attore è stata consegnata la Palma d’oro onoraria. “Non ho mai detto ‘ti amo’ a nessuna quanto a lei”, aveva detto Alain Delon a Le Parisien, parlando della figlia. Secondo diversi media, tra cui Le Figaro, Alain Delon avrebbe voluto lasciare il 50 per cento dell’eredità proprio ad Anouchka e la restante metà agli altri due figli. Ospite a Verissimo, Anouchka Delon aveva parlato dell’amore per il padre Alain: “Ho avuto tanta fortuna di aver incontrato mio padre nella mia vita. Ha un carattere paradossale, ma è una bella persona. Abbiamo una bellissima relazione di fiducia in cui ci siamo sempre detti tutto. Io gli perdono tutto e lui perdona tutto a me. Ringrazio la vita tutti i giorni per questa bellissima relazione. È un uomo che amo profondamente, è il primo uomo della mia vita“.

La guerra legale tra Anouchka e fratelli Delon

Con un comunicato congiunto, Anthony, Anouchka e Alain-Fabien hanno annunciato la scomparsa del padre Alain Delon. Un comunicato che torna avederli uniti, seppur in una condizione di lutto, dopo che nei mesi scorsi i gtre fratelli hanno parlato soprattutto con carte dei Tribunali. La questione, ovviamente, era la salute del padre – che da tempo, ormai, era in fase di peggioramento – e di conseguenza anche l’eredità che avrebbero dovuto e adesso dovranno dividersi, a cui si aggiungono anche questioni di fiscalità e tasse di successione.

Non è un mistero che i rapporti tra i figli, nell’ultimo anno, siano stati tesi, i tre hanno più volte parlato di ciò che sarebbe successo in caso di morte del padre e non si sono risparmiati colpi bassi, dichiarazioni forti e finanche denunce. Questo mentre il padre, come riportava Le Parisien, diceva: “Voglio morire, la vita è finita”. Era il luglio 2023 e l’attore avrebbe riportato queste parole al medico che era andato nella sua tenuta a Douchy per visitarlo nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria su Hiromi Rollin, la sua ultima compagna – che gli faceva anche da badante – denunciata dai tre figli dell’attore.

L’ultimo dei fratelli, Alain-Fabien, non ha avuto maggior fortuna. Ha raccontato di essere cresciuto in «una casa di matti» con piatti che volavano e vetri rotti. Aveva solo 8 anni quando il padre gli vietò di andare al matrimonio della madre, Rosalie van Breeme (dalla quale come da copione Alain si era separato): «Fai l’uomo». A 18 anni il padre gli tagliò i viveri e lo allontanò: «Leggevo delle vicende della mia famiglia sui giornali, come un paria».

Alain Delon aveva quattro anni quando fu abbandonato dal padre, titolare del cinema Régina nel paesino di Sceux, e andò a vivere con la madre a Issy-les-Moulineaux. Ora la stampa francese scrive che c’è proprio la sua infanzia sofferta dietro il conflittuale rapporto coi figli maschi: «Li vedeva come rivali». Vero o no, con Anthony e Alain-Fabien (per non parlare di Ari) Alain non è mai riuscito a costruire un rapporto sereno. E morendo ha lasciato dietro di se un clan in macerie. Di questa eredità dolorosa, l’epilogo è in un testamento – sul quale è iniziata da mesi la battaglia – che assegna ad Anouchka la metà del patrimonio (case, opere d’arte, royalties sui film) e lascia i due maschi a spartirsi il resto.