I Brics hanno condannato l’aumento dei dazi voluto da Trump. La presa di posizione politica dei 10 Paesi dell’organizzazione intergovernativa in questione è avvenuta nel vertice di Rio de Janeiro e ha destato scalpore per via della modalità con cui è stata comunicata. Fino al 31 dicembre del 2023 il gruppo dei Stati dei Brics era composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. A questi si sono aggiunti dal primo gennaio del 2024 Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia e Iran. Queste economie rappresentano il 37 per cento del Pil mondiale. Dall’inizio del 2025 altri 10 Paesi hanno ottenuto lo status di Stati partner: Bielorussia, Bolivia, Cuba, Kazakistan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda, Uzbekistan e Vietnam.

Il vertice Brics e le assenze di Putin e Xi Jinping

Le critiche alle scelte di politica commerciale di Trump sono state avanzate nel vertice di Rio de Janeiro. Vladimir Putin e Xi Jinping non si sono presentati per motivi diversi. Il primo non è volato in Sud America perché il Brasile è uno Stato membro della Corte Penale Internazionale e ha evitato che potesse concretizzarsi il mandato di arresto internazionale pendente sulla sua testa. Il secondo ha inviato il primo ministro cinese Li Qiang nella capitale verdeoro per via di tensioni diplomatiche con il Paese ospitante. Nello specifico si parla della violazione del protocollo da parte della moglie del presidente Lula durante la visita a Pechino dello scorso maggio. Nel corso di una cena di Stato, Rosangela Lula aveva evidenziato la pericolosità di Tik Tok, sostenendo la deriva di estrema destra presa dalla piattaforma cinese. Questo episodio ha raffreddato sensibilmente i rapporti tra il Brasile e il Dragone.

La genesi dei Brics

L’organizzazione intergovernativa dei Brics ha avuto origine nel 2009. L’invenzione dell’acronimo (originariamente Bric) risale al 2001 e viene attribuita all’economista della Goldman Sachs Jim O’Neill per descrivere le economie emergenti all’interno dello scenario globale.

Claudio Cucinotta