Una grande esplosione, che ha avuto luogo ieri, lunedì 11 agosto, in uno stabilimento industriale a Clairton, una cittadina a sud di Pittsburgh, nello Stato della Pennsylvania, ha ucciso due dipendenti, che stavano lavorando nella fabbrica. Almeno dieci persone sono rimaste ferite nell’incidente, e sono state portate d’urgenza in ospedale.

Lo scoppio, avvenuto intorno alle undici del mattino, ora locale, ha causato una colonna di fumo piuttosto estesa. Le autorità del posto hanno chiesto ai residenti di restare in casa per precauzione, e di tenere le finestre chiuse, per evitare di far entrare nelle abitazioni le polveri sollevate dall’incendio. I dispositivi, tuttavia, non sembrano aver registrato livelli d’inquinamento atmosferico pericolosi.

Esplosione di una fabbrica di Pittsburgh: lo stabilimento apparteneva alla U.S. Steel

L’impianto appartiene alla società U.S. Steel, tra i maggiori produttori di acciaio degli Stati Uniti. L’azienda è il principale fornitore di coke, un combustibile che deriva dal carbone. A giugno, la giapponese Nippon Steel, quarta azienda siderurgica al mondo, ha acquisito la compagnia, a seguito di lunghe trattative, tra gli argomenti caldi della campagna per le elezioni presidenziali dello scorso novembre.

Secondo l’accordo, la U.S. Steel aveva mantenuto il proprio nome e la sede. Come previsto dell’intesa raggiunta, il presidente Trump ha la facoltà di nominare un membro del consiglio d’amministrazione. La concessione è una trovata del Giappone per provare ad attenuare le preoccupazioni degli Stati Uniti rispetto a possibili rischi per la sicurezza nazionale, che avevano portato Joe Biden a bloccare l’operazione, e che avevano impensierito lo stesso Trump.

Federica Checchia