Il 2 novembre, la Festa dei Morti appare già nel secolo IX, in continuità con l’uso monastico del secolo VII di consacrare un giorno completo alla preghiera per tutti i defunti. La festività, però, venne celebrata per la prima volta nel cristianesimo intorno al X secolo. Il giorno non è considerato festivo, ma molto sentito dalla gente: in tanti vanno a visitare i propri cari nei cimiteri andando a portare un lumino o fiori. Da Nord a Sud della Penisola, sono tanti i festeggiamenti e le tradizioni. In alcune zone della Lombardia, ad esempio, la notte tra l’1 e il 2 Novembre si suole mettere in cucina un vaso di acqua fresca perché i morti possano dissetarsi In Umbria si producono invece tipici dolcetti devozionali a forma di fave, detti “Stinchetti dei Morti”. In Abruzzo, oltre all’usanza di lasciare il tavolo da pranzo apparecchiato, si lasciano dei lumini accesi alla finestra. In Sicilia, il 2 novembre è una festa particolarmente gioiosa, soprattutto per i bambini, cui vien fatto credere che se sono stati buoni e hanno pregato per le anime care, i morti torneranno a portar loro dei doni; quando i fanciulli sono poi a dormire, i genitori preparano i tradizionali “pupi di zuccaro”, con castagne, cioccolatini e monetine.
Il nome originario della festa è Anniversarium Omnium Animarum e appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del 14mo secolo. Ma il primissimo a festeggiarlo fu l’abate benedettino Odilone di Cluny che nel 998 ordinò che le campane fossero fatte suonare “a morte” dopo i vespri dell’1 novembre. La messa del giorno successivo, ordinò poi, sarebbe stata pro requie omnium defunctorum. Le preghiere per tutti i defunti, appunto…
Frasi famose per il 2 novembre da dedicare ai defunti
- La commemorazione dei defunti ha questo duplice senso. Un senso di tristezza: un cimitero è triste, ci ricorda i nostri cari che se ne sono andati, ci ricorda anche il futuro, la morte. Ma in questa tristezza, noi portiamo dei fiori, come un segno di speranza, anche, posso dire, di festa, ma più avanti, non adesso. E la tristezza si mischia con la speranza. E questo è ciò che tutti noi sentiamo oggi, in questa celebrazione: la memoria dei nostri cari, davanti alle loro spoglie, e la speranza (Papa Francesco)
- Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda (Ugo Foscolo)
- Non ci sono addii per noi. Ovunque tu sia, sarai sempre nel mio cuore (Mahatma Gandhi)
- Alla fine, ciò che conta non sono gli anni della tua vita, ma la vita che metti in quegli anni (Abraham Lincoln)
- La morte è solo l’inizio del secondo tempo (Lucio Dalla)
- Ogni nuovo inizio proviene dalla fine di un altro inizio (Lucio Anneo Seneca)
- Il modo migliore di pensare ai morti, è pensare ai vivi (Sandro Pertini)
- La vita dei morti è posta nella memoria dei vivi (Marco Tullio Cicerone)
- Chi, nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno, non è vissuto invano (Madre Teresa di Calcutta)
- Ciò di cui una volta ci siamo rallegrati profondamente, non possiamo mai perderlo. Tutto ciò che amiamo profondamente diventa parte di noi (Helen Keller)
- Se le persone che amiamo ci vengono tolte, il modo per farle vivere è non smettere di amarle (James O’Barr)
- Nel profondo cerchiamo sempre i nostri cari defunti (Munia Khan)
- Coloro che amiamo e perdiamo sono sempre uniti dalle corde del cuore nell’infinito (Terri Guillemets)
- Nella notte della morte, la speranza vede una stella, e l’amore che ascolta può sentire il fruscio di un’ala (Robert Ingersoll)





