In Kosovo, il partito di sinistra populista e nazionalista del premier Albin Kurti ha vinto le elezioni legislative anticipate di domenica, convocate a meno di un anno dalle precedenti, che si erano tenute a febbraio. Allora Vetëvendosje! (Autodeterminazione!), era riuscito a far eleggere quarantotto parlamentari su centoventi, ma poi non aveva potuto creare una coalizione con altre forze politiche. Questo stallo aveva lasciato il Paese senza un governo né un parlamento funzionanti.
Le votazioni erano un vero e proprio test per il primo ministro, che temeva di essere “punito” dalla popolazione. Alla fine, alla luce del 99% dei voti scrutinati, il suo partito ha ottenuto il 49,3%; molto più dello scorso febbraio, ma non abbastanza per poter governare senza alleati.
Elezioni Kosovo: il futuro del Paese dipende anche dai rapporti con la Serbia
Il Partito Democratico e la Lega Democratica, entrambi nazionalisti e di centrodestra, si sono fermati rispettivamente al 21 e al 13,6%. Come già accaduto nella precedente legislatura, hanno fatto sapere di non volere un’alleanza con Kurti. Il premier, però, ora ha maggiori possibilità di riuscire a formare una maggioranza in parlamento; potrebbe bastargli il sostegno di un unico partito minore per assicurarsi i sessantuno seggi necessari.
In questi anni, il premier ha consolidato la propria popolarità attraverso un maggiore controllo sulle cittadine del nord a maggioranza serba; in campagna elettorale, al contrario, i principali partiti di opposizione avevano promesso un rapporto più conciliante e aperto con la Serbia. Formare un governo stabile e migliorare il rapporto con i “vicini di casa” serviranno a regalare serenità alla popolazione e anche a sbloccare dei grandi finanziamenti internazionali, dai quali l’economia del Kosovo dipende.
Federica Checchia





