Sir Paul McCartney è entrato a far parte della Rock and Roll Hall of Fame come artista solista nel 1999; un riconoscimento arrivato, a suo dire, con ben quattro anni di ritardo. In un’intervista risalente al 2015, e rimasta inedita per oltre dieci anni prima di essere pubblicata integralmente da Vanity Fair, il cantautore racconta fa luce sull’accaduto.
I fatti risalgono al lontano 1994. I Beatles erano già stati introdotti nella Rock Hall nel 1988 e, quell’anno, Macca ricevette una telefonata che lo lasciò perplesso; Jann Wenner, co-fondatore della Hall, voleva che fosse lui a introdurre John Lennon. Inizialmente l’ex Fab Four accettò, ma poi ebbe un ripensamento. “Aspetta un attimo. E io? Magari faccio il discorso per John, e poi magari entro anch’io”, chiese. Ricevette, però, una risposta negativa: “No, non possiamo farlo”.
La delusione di Paul McCartney (e la maglietta iconica della figlia Stella)
A quel punto, Wenner gli avrebbe promesso l’ingresso l’anno seguente. McCartney ricorda: “Ho detto ok. Ho accettato l’accordo. L’anno dopo non successe niente”. “Io e John siamo sempre stati pari”, dice nell’intervista. Dopo il suo omicidio, l’8 dicembre del 1980, però, secondo lui, Lennon sarebbe stato trattato come un martire, “il Buddy Holly, il James Dean della situazione. Tutto questo ha inevitabilmente influenzato il mio modo di pensare”. Secondo lui, Yoko Ono avrebbe contribuito a consolidare una certa narrazione riguardo al musicista, cosa che non gli sarebbe mai andata giù più di tanto.
Alla fine, l’ingresso nella Rock Hall arrivò nel 1999. Alla cerimonia di premiazione sua figlia, la stilista Stella McCartney, si presentò con una maglietta con scritto “About f—ing time”, ovvero “Era f*ttutamente ora”. Con il tempo, però, gli animi si sono raffreddati, e Sir Paul è tornato più volte alla Hall: nel 2015 ha partecipato all’ingresso di Ringo Starr, mentre nel 2021 ha tenuto il discorso introduttivo per i Foo Fighters.
Federica Checchia




