Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente prolifico per Damon Albarn, dal punto di vista lavorativo. Qualche settimana fa, in un’intervista per Uncut, ha rivelato di essere al lavoro sulla colonna sonora del prossimo film diLuca Guadagnino, Artificial, incentrato sulla storia di OpenAI -la società che ha creato ChatGPT– e di Sam Altman, il suo CEO. «Sto lavorando alla colonna sonora del film», ha raccontato.«Canto qualche canzone, sto scrivendo musica elettronica e musica orchestrale di accompagnamento. Non ho un telefonino, ma ho un iPad con GarageBand. Mentre gli altri scollano, me sto lì a mettere dei doppi piatti su una canzone. Che cosa rimane al tizio a fianco a me che ha passato tutto il tempo a risolvere un sudoku? Io dopo un’ora ho un pezzo».
Al tempo stesso, è impegnato sul fronte Gorillaz: il 27 febbraio è infatti uscito The Mountain, il nuovo album della band artificiale, nata dalla sua fantasia e dai disegni del fumettista Jamie Hewlett. Il gruppo si esibirà in Italia il 25 giugno a Trieste, in Piazza Unità d’Italia, e il 27 giugno al festival La Prima Estate, a Lido di Camaiore, Lucca. Gli ospiti speciali cambieranno di serata in serata, e ci saranno continui cambi nella setlist. «Mi piace l’idea di rifare un disco dalla prima all’ultima canzone, ma amo anche cambiare la scaletta sera dopo sera», ha spiegato il musicista.
Damon Albarn sta lavorando alla colonna sonora del prossimo film di Luca Guadagnino, “Artificial”
Realizzare le musiche della nuova pellicola del regista italiano è, per il cantautore britannico, una sfida, soprattutto dal punto di vista emotivo. Pensando al tema del lungometraggio, infatti, il frontman dei Blur ha avuto modo di riflettere su come la sua vita e quella della società siano cambiate dopo l’avvento dell’intelligenza artificiale: «Penso che ci sia stato un momento sciocco in cui le grandi aziende pensavano che l’AI avrebbe reso la loro vita più facile e avrebbe fatto guadagnare più soldi. Ebbene, non è così. Non credo sia possibile per l’AI fare musica con anima».
«Sono stato parecchio coinvolto con l’AI perché al momento sto componendo la colonna sonora di un film intitolato Artificial, che parla dei fondatori di ChatGPT», ha spiegato al magazine The Needle Drop. «Ho avuto molto tempo per pensarci. La musica e l’arte non dovrebbero essere facili. Quando diventano facili, perdono significato. In un certo senso, sono le cose che non vedi o non senti a renderle arte. È una strana intuizione che l’ascoltatore ha, che coglie il percorso che l’artista ha attraversato per realizzare quella determinata cosa, con il tono della voce, eccetera. Non puoi sostituirlo».
Federica Checchia





