Il 27 febbraio 2026, tre anni dopo “Cracker Island”, esce il nuovo album dei Gorillaz intitolato “The Mountain”, anticipato da alcuni singoli tra cui “Orange County”, “The Hardest Thing” (feat. Tony Allen) e “The Happy Dictator”, che fanno da apripista ad un cd ricco di brani pieni di significato.
I Gorillaz e l’impegno sociale nella loro musica
I Gorillaz sono una band virtuale britannica, creata nel 1998 da Damon Albarn (frontman dei Blur), che mescola generi musicali diversi, tra cui alternative hip hop, elettronica, pop alternativo, rock, indi rock, soul e funk. Il gruppo è formato da quattro personaggi immaginari, 2 – D (Stuart Pop), voce e tastiera, Murdoc Niccals (fondatore e bassista), Noodle(chitarrista giapponese che di tanto in tanto presta la sua voce in alcuni versi dei vari brani) e Russel Hobbs alla batteria.
Il singolo che li ha portati al successo planetario è “Clint Eastwood”, appartenente al loro album di debutto, uscito nel 2001, intitolato “Gorillaz”, che in brevissimo tempo gli ha fatto scalare le vette più alte delle classifiche mondiali raggiungendo milioni di giovani che si sono innamorati subito della loro musica.
Ogni album prodotto da questa band immaginaria, che ha alle spalle sia il frontman dei Blur per la parte musicale, sia Jamie Hewlett per la parte grafica, è stato rivoluzionario e visionario, in cui la musica viene utilizzata come mezzo di denuncia sociale per trattare i temi più importanti, anche inerenti alla politica e alla società consumistica.
Album come “Damon Days”, uscito nel 2005 e in cui è contenuto il brano “Feel Good Inc.”, e “Plastic Beach”, pubblicato nel 2010, sono una profonda denuncia sociale nei confronti sia della crisi climatica e ambientale, sia di una società ormai consumistica e profondamente malata, invitando gli individui tutti, e in particolar modo i giovani, ad una presa di consapevolezza sempre più necessaria per provare a cambiare le cose.
Infine, ogni grafica creata da Jamie Hewlett, e presente nei videoclip, amplifica il significato del potente messaggio appartenete alla musica dei Gorillaz, in modo da creare un universo visivo in grado di evocare ancor di più i temi trattati. Ciò denota la forza della loro arte, in quanto l’impegno costante che mettono Albarn e Hewlett nel creare sempre qualcosa di nuovo e incisivo, ma fedele a loro stessi, è davvero enorme e sempre apprezzato dai fedeli fans in ogni angolo del mondo.
The Mountain, il nuovo album
Il nuovo album dei Gorillaz dal titolo “The Mountain”, appena uscito ovunque, contiene quindici tracce, alcune uscite durante gli scorsi mesi, tra cui “The Happy Dictator”, “The Ardest Thing” (feat. Tony Allen), “Orange County”, “Damascus”, “The God of Lying” (feat. Idles) e “The Manifesto”.
Già da questi primi brani si intuisce come il nuovo progetto sia intriso di temi sociali importanti, delicati e attuali. Si approfondisce, infatti, il tema della manipolazione della verità, la perdita di identità o, ancora, lo smarrimento dell’esistenza. Nella canzone “The God of Lying”, in cui si mescolano le classiche note che contraddistingono la band, come il rock alternativo, il pop e l’elettronica, si affronta la tematica della divisione politica moderna, fatta di scontri, bugie ed estremismi, e anche il lutto, che caratterizza ormai la vita di ognuno di noi sotto le più diverse forme.
O ancora in “Orange County”, si parla, con delicatezza ma anche franchezza, di isolamento sociale, ricerca di una via di fuga dalle città ormai superficiali e vuote, e della desolazione che ci circonda e che, in qualche modo, si ripercuote anche interiormente generando solitudine, frustrazione e sconforto. Lo stile del brano è calmo, andando ad accentuare maggiormente il significato che si vuole trasmettere.
Infine, “Delirium”, feat. Mark E. Smith, racchiude al suo interno note dance – pop febbrili e temi delicati quali il lutto e tutto il dolore e il “delirio” emotivo che caratterizza la perdita emotiva di qualcuno che si ama davvero. Il tema del lutto, infatti, caratterizza gran parte del nuovo album dei Gorillaz a causa della dipartita dei padri di Damon Albarn e Jamie Hewlet.
In conclusione, l’intero progetto dei Gorillaz non fa altro che confermare la grandezza della loro arte, nonché la potenza dei temi trattati, sempre attuali e mai scontati, il tutto con una musica incisiva che non lascia via di scampo alla riflessione e all’introspezione, sintomo di quanto sia grande il loro talento e impegno sociale.
La tracklist completa
- “The Mountain” (feat. Dennis Hopper, Ajay Prasanna, Anoushka Shankar, Amaan Ali Bangash and Ayaan Ali Bangash);
- “The Moon Cave” (feat. Asha Puthli, Bobby Womack, Dave Jolicoeur, Jalen Ngonda and Black Thought);
- “The Happy Dictator” (feat. Sparks);
- “The Hardest Thing” (feat. Tony Allen);
- “Orange County” (feat. Bizarrap, Kara Jackson and Anoushka Shankar);
- “The God of Lying” (feat. IDLES);
- “The Empty Dream” Machine (feat. Black Thought, Johnny Marr and Anoushka Shankar);
- “The Manifesto” (feat. Trueno and Proof);
- “The Plastic Guru” (feat. Johnny Marr and Anoushka Shankar);
- “Delirium” (feat. Mark E. Smith);
- “Damascus” (feat. Omar Souleyman and Yasiin Bey);
- “The Shadowy Light” (feat. Asha Bhosle, Gruff Rhys, Ajay Prasanna, Amaan Ali Bangash and Ayaan Ali Bangash);
- “Casablanca” (feat. Paul Simonon and Johnny Marr);
- “The Sweet Prince” (feat. Ajay Prasanna, Johnny Marr and Anoushka Shankar);
- “The Sad God” (feat. Black Thought, Ajay Prasanna and Anoushka Shankar).
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





