«Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i criminali dell’asse del male nelle profondità dell’inferno». Con queste parole, il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che il capo della sicurezza iraniana, Ali Larijani, sarebbe stato ucciso questa notte, in un raid aereo. L’Iran si è affrettato a smentire la notizia, pubblicando un messaggio del Segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale che, tuttavia, non ha convinto del tutto.
Ali Larijani: la scalata al potere e il ruolo chiave nella questione nucleare
Ali Larijani è -o era- uno dei volti più pragmatici dell’establishment iraniano: ha contribuito a guidare i negoziati sul nucleare con l’Occidente, e la sua uccisione sarebbe un duro colpo per il Paese, ancora scosso dalla morte della Guida Suprema Ali Khamenei, lo scorso 28 febbraio. Nato a Najaf, in Iraq, nel 1958, ha studiato a Teheran e, dopo la rivoluzione islamica, è entrato a far parte dei Guardiani della rivoluzione, per poi passare a incarichi più istituzionali. Il matrimonio con Farideh Motahari, figlia di uno dei principali fautori del passaggio dalla monarchia alla repubblica sciita, ha rafforzato in modo significativo la sua posizione nell’élite dell’Iran.
Negli anni, ha scalato i ranghi dello Stato, ricoprendo le cariche di ministro della Cultura, capo della radiotelevisione di Stato e, per oltre un decennio, presidente del Parlamento. In qualità di capo negoziatore, ha svolto un ruolo chiave nel favorire il coinvolgimento dell’Iran con le potenze mondiali, sostenendo in seguito l’accordo sul nucleare del 2015. All’interno del governo, è sempre stato considerato un uomo pragmatico ma, negli ultimi mesi, si è molto irrigidito, soprattutto in merito alle tensioni con Stati Uniti e Israele. Dal 2025 è tornato a ricoprire il ruolo di Segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.
La taglia su di lui e l’attentato
Di recente, gli Stati Uniti hanno offerto una ricompensa fino a dieci milioni di dollari per ottenere informazioni su alti funzionari militari e dell’intelligence iraniani, tra i quali lo stesso Larijani. Poche ore dopo l’attacco che è costato la vita all’ayatollah Khamenei, ha lanciato un messaggio di sfida contro le forze israeliane e statunitensi, avvertendo che l’Iran avrebbe fatto “pentire” i suoi nemici delle loro azioni e promettendo una risposta energica.
Un membro del governo Netanyahu ha dichiarato che l’attacco era stato inizialmente pianificato per la notte precedente, ma era stato rinviato all’ultimo minuto. Secondo le prime informazioni, Larijani sarebbe arrivato in uno dei suoi diversi appartamenti usati come rifugio, e si trovava lì con suo figlio. Quando la notizia del suo attentato ha iniziato a circolare, questa mattina, un altro alto funzionario israeliano ha affermato che “non c’era alcuna possibilità che sopravvivesse all’attacco”.
Federica Checchia





