Non si arresta la polemica, in corso da giorni, tra Papa Leone XIV e l’amministrazione Trump. Durante un discorso tenuto in Camerun, nell’ambito del suo viaggio in Africa, il pontefice ha denunciato i leader che invocano la religione per giustificare la guerra. Non ha mai menzionato direttamente il presidente statunitense, ma il riferimento è apparso piuttosto chiaro.

Le parole di Papa Leone XIV contro i “tiranni” che devastano il mondo

«Guai a coloro che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri fini militari, economici e politici, trascinando ciò che è sacro nelle tenebre e nella sporcizia», ha affermato, di fronte a un’assemblea nella cattedrale di San Giuseppe, nella città di Bamenda. «Ignorano il fatto che vengono spesi trilioni di dollari in uccisioni e devastazioni, mentre le risorse necessarie per la guarigione, l’istruzione e la ricostruzione sono introvabili. Il mondo è devastato da una manciata di tiranni, eppure è tenuto insieme da una moltitudine di fratelli e sorelle solidali».

In precedenza, Leone aveva replicato ai duri attacchi di Donald Trump, che avevano dato origine al dibattito, affermando di non temerlo. «Non considero il mio ruolo quello di un politico. Non sono un politico e non voglio entrare in un dibattito con lui», aveva spiegato. «Continuo a parlare con fermezza contro la guerra, cercando di promuovere la pace, il dialogo e il multilateralismo tra gli Stati per trovare soluzioni ai problemi».

Anche Vance si scaglia contro Papa Leone, ma interviene la Conferenza episcopale statunitense

Nel frattempo, la Conferenza episcopale statunitense è accorsa in difesa del Santo Padre, dopo che JD Vance lo ha attaccato per essersi espresso contro la guerra. Il braccio destro di Trump ha di fatto intimato al Papa di tenersi fuori dalla politica e di «occuparsi di questioni morali». Martedì, il vicepresidente ha messo in discussione l’appello alla pace di Leone, contestando il suo criterio di “guerra moralmente giustificabile”. «Quando il papa afferma che Dio non è mai dalla parte di chi brandisce la spada, ci si riferisce a una tradizione millenaria di teoria della guerra giusta», ha dichiarato durante un evento di Turning Point USA, presso l’Università della Georgia.

Secondo i vescovi, tuttavia, Vance avrebbe travisato la posizione di Leone. «Da oltre mille anni, la Chiesa cattolica insegna la teoria della guerra giusta. Ed è a questa lunga tradizione che il Santo Padre fa attentamente riferimento nei suoi commenti sulla guerra», scrive James Massa, presidente della commissione dottrinale della Conferenza episcopale. «Un principio costante di quella tradizione millenaria è che una nazione può legittimamente impugnare la spada solo “per legittima difesa, quando tutti gli sforzi di pace sono falliti”. Ovvero, per essere una guerra giusta, deve essere una difesa contro un altro che sta attivamente conducendo una guerra, come ha effettivamente affermato il Santo Padre: “Egli non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra”. Quando Papa Leone XIV parla come pastore supremo della Chiesa universale, non si limita a offrire opinioni teologiche. Predica il Vangelo, ed esercita il suo ministero di Vicario di Cristo».

Federica Checchia