Il 13 ottobre 2022 Maurizio Gasparri ha presentato una proposta di modifica che rischia di ostacolare l’aborto. La modifica, nello specifico, è quella dell’articolo 1 del Codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito. Tradotto: una proposta di legge che mira a far acquisire all’embrione la capacità giuridica non più dalla nascita come avviene ora, ma dal concepimento.
La proposta di Gasparri non è l’unica depositata durante la prima seduta del nuovo Senato che punta a limitare od ostacolare il diritto all’IVG. Sono tre le proposte di legge di stampo antiabortista con le quali bisogna fare i conti nel prossimo futuro. Conti di voti e soprattutto, nel caso dovessero essere approvate, bisognerà iniziare a fare i conti con le conseguenze. È evidente infatti che la promessa di non toccare la 194 sarà rispettata. Ci penseranno altri interventi a fortificare l’aspetto più conservatore della legge sull’interruzione di gravidanza.
Abbandonato il volto moderato della campagna elettorale (i cui toni erano comunque violenti), la prima seduta del nuovo Senato e le proposte hanno palesato l’inizio di un nuovo corso.

Le tre gravi proposte contro l’aborto: cosa dicono
La destra e l’estrema destra hanno fatto campagna elettorale contro i corpi, ma anche fingendosi moderata, i toni utilizzati dalla coalizione sono sempre stati quelli della violenza. È stato violento, per esempio, voler sottolineare la necessità di salvaguardare il “diritto a non abortire”. Altrettanto violento è stato rassicurare sul non voler abolire la 194 – una legge che avrebbe bisogno di essere riscritta da zero – e di volerla applicare pienamente. Come fare? La risposta è arrivata sottoforma di proposte durante il primo giorno di insediamento del Parlamento.
Sono tre le proposte che rischiano di minare l’accesso all’aborto: la modifica della personalità giuridica, l’istituzione della Giornata della vita nascente, le disposizioni per la tutela della famiglia. Andiamo con ordine e analizziamo i rischi delle proposte di Maurizio Gasparri (Forza Italia) e di Massimiliano Romeo (Lega).
Riconoscimento del feto: proposta di legge di Gasparri
La prima grave proposta di legge arriva dal senatore Maurizio Gasparri. Il testo non è ancora noto, ma la versione provvisoria cita:
Modifica dell’articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito.
Jennifer Guerra su Fanpage riporta la possibilità che il testo sia quello già presentato in Parlamento quattro volte. In questo la prima affermazione fa riferimento alla Convenzione universale sui diritti del fanciullo del 1989, nella quale si afferma che il fanciullo ha bisogno di una protezione speciale giuridica, sia prima che dopo la nascita. La Convenzione chiama “bambino” anche il nascituro. Per questo e altre spiegazioni che mai tengono conto del diritto all’autodeterminarsi e autoregolarsi del soggetto coinvolto (persona gravida) la proposta voleva attribuire il nome di “bambino” anche all’embrione e al feto, definendolo “bambino non ancora nato”.
Il testo potrebbe quindi riprendere parola per parola quello già presentato e chiedere di modificare la prima parte del codice con: “Ogni essere umano ha la capacità giuridica fin dal momento del concepimento”. Tradotto nel concreto significa che, essendo il feto una persona giuridica, l’aborto si può considerare omicidio volontario. In astratto invece, come fa notare Carlotta Vagnoli, si sceglie di far valere un diritto di forma più di un diritto della persona.
Le proposte sulla vita nascente e la famiglia: perché sono altrettanto gravi
Anche se non apertamente contro l’aborto le altre due proposte sono pensate per limitare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza colpendolo ai fianchi. La prima tratta l’istituzione della “Giornata della vita nascente”, il cui ultimo testo è stato presentato simbolicamente l’8 marzo 2021, una data che sottolinea ancora una volta il rapporto donna-gravidanza. Il testo pone come problema la denatalità e il calo demografico. La soluzione è quella di promuovere manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti di formazione e di riflessione, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado. Però il problema era la Giornata contro l’omolesbobitransfobia del ddl Zan, ricordiamolo.
Insomma tutto pur di sostenere la maternità e la famiglia, mentre gli uomini non sono presi in considerazione ancora una volta. Dove sono le proposte concrete per la natalità? Congedo di paternità, soluzioni al gap salariale, gli asili nido gratuiti, welfare e tutte le altre proposte sono dimenticate.
In realtà delle proposte ci sono e sono state presentate dal senatore legista Massimiliano Romeo con un ddl intitolato: “Disposizioni per la tutela della famiglia e della vita nascente, per la conciliazione tra lavoro e famiglia e delega al Governo per la disciplina del fattore famiglia”. In tutti i punti trattati ce n’è uno in particolare che fa capire dove pende l’ago della bilancia tra “diritto all’aborto” e lo strumentalizzato “diritto alla vita”. Il sesto punto fa riferimento alla tutela della vita umana fin dal suo concepimento. Il testo prevede infatti che nei consultori il personale medico (anche obiettore di coscienza) faccia informazione sul concepimento, lo sviluppo dell’embrione e le tecniche dell’IVG, collaborando con le associazioni operanti a difesa della vita. Una pezza antiabortista che va a coprire il vuoto lasciato dall’educazione sessuale e settimanale assente nelle scuole.
La legge 194 sull’aborto non sarà toccata, perché non serve
Basta una lettura anche superficiale per accorgersi che non serve toccare la 194 per ostacolare e limitare il diritto all’aborto. E questo perché la 194 non è una legge perfetta e permette ampio margine di manovra a chi vuole impedire l’autodeterminazione dei corpi. Questa nuovo governo parlerà tanto di valore sociale della maternità, di tutela della vita nascente, ma a nessuno verrà mai in mente di tutelare la persona gravida involontaria.
La destra sta svuotando passo dopo passo, facendo finta di non farlo, il diritto all’aborto.
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Articolo di Giorgia Bonamoneta.





