Achille Castiglioni, uno degli esponenti del design più famosi in Italia. Architetto figlio di scultore, insieme ai due fratelli maggiori si dedicherà tutta la vita all’architettura e al design d’interno e non solo. Per la Rubrica Arte di questa settimana, parliamo di questo artista del design pluripremiato, al quale il MoMA di New York ha dedicato persino una mostra personale.

Particolare rilievo acquista il ruolo svolto da Achille Castiglioni nella creazione di alcuni tra i più geniali oggetti del design moderno, progettati nelle più diverse tipologie e con successo di livello internazionale, insieme a innumerevoli allestimenti.

Faccio raccolta di oggetti trovati, conservo un po’ di tutto, oggetti anonimi. Li tengo da parte ogni volta che capita un oggetto con una intelligente componente di progettazione”.

Lo studio dei Fratelli Castiglioni

Achille Castiglioni nasce a Milano il 16 febbraio 1918. Studia Architettura presso il Politecnico di Milano e consegue la laurea nel 1944. Il padre Giannino è scultore. Inizia a lavorare nello studio dei due fratelli maggiori, già architetti. Dal 1944 si dedica con loro in maniera stabile a progetti di urbanistica, architettura, mostre, esposizioni e product design. Lo studio rivolge le proprie attenzioni soprattutto alla sperimentazione sul prodotto industrial. Nello stesso anno, Achille Castiglioni e i fratelli partecipano alla VII Triennale di Milano dove presenta l’IRR126, apparecchio radio concepito per la produzione industriale.

Negli anni 1952-1953 si occupa della ricostruzione postbellica del Palazzo della Permanente di Milano. Nel 1956 è tra i fondatori dell’ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale. In coppia con il fratello Pier Giacomo ha anche progettato oggetti di produzione seriale per aziende come: Kartell, Zanotta, Flos, Bernini, Siemens, Knoll, Poggi, Lancia, Ideal Standard, Arflex, Alessi.

Achille Castiglioni, opere e riconoscimenti

Lampada da terra Toio_ph.FondazioneAchilleCastiglioni
Lampada da terra Toio_ph.FondazioneAchilleCastiglioni

“Un buon progetto nasce dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo, con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da voi progettato”.

Lampada Taccia ©Frank-Huelsboemer
Lampada Taccia ©Frank-Huelsboemer

Tanti i lavori degni di nota di questo straordinario architetto. Alcuni dei più celebri sono sicuramente:  “la sedia Sella” realizzata nel 1957, “la poltrona Sanluca” del 1959,  “il sedile Allunaggio” del 1962. Nel mondo dell’illuminazione sono invece note: “la lampada da scrivania Tubino” prodotta nel 195, “la lampada da terra Luminator” del 1955, “la lampada da terra Arco” prodotta da Flos e “la lampada da tavolo Taccia” realizzate entrambe nel 1962). Forse la più nota è però “la lampada da terra Toio”.

Sedia Allunaggio_ph AldoBallo
Sedia Allunaggio_ph AldoBallo
Sella_ph. FondazioneAchilleCastiglioni
Sella_ph. FondazioneAchilleCastiglioni

Proprio grazie ai suoi progetti nel campo dell’illuminazione e dell’arredamento, Castiglioni deve la maggior parte della notorietà internazionale che ha ricevuto negli anni di lavoro. Da non dimenticare però, sono anche gli spettacolari allestimenti realizzati in tutto il mondo. Quattordici delle sue principali opere sono presenti al MoMA di New York che ha realizzato a Manhattan la più grande retrospettiva mai dedicata ad un designer italiano.

Allestimento X triennale di Milano_Fondo Paolo Monti, di proprietà BEIC e collocato presso il Civico Archivio Fotografico di Milano
Allestimento X triennale di Milano_Fondo Paolo Monti, di proprietà BEIC e collocato presso il Civico Archivio Fotografico di Milano

Numerosi sono stati i riconoscimenti ricevuti negli anni di attività. Tra il 1955 e il 1979 vince sette premi Compasso d’oro. Alla Triennale vince numerosi premi: nel 1947 una Medaglia di bronzo, nel 1951 e nel 1954 un Gran Premio, nel 1957 una Medaglia d’argento ed una Medaglia d’oro, nel 1960 un’altra Medaglia d’oro e nel 1963 un’altra Medaglia d’argento.

L’esperienza non dà certezza né sicurezza. Aumenta, anzi, le possibilità d’errore. Più passa il tempo, più difficile diventa progettare meglio. L’antidoto? Ricominciare ogni volta da capo, con umiltà e pazienza

Ilaria Festa

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