Cultura

Addio a Hans Magnus Enzensberger: «perdiamo un grande scrittore ed intellettuale»

È morto Hans Magnus Enzensberger «grande scrittore ed intellettuale tedesco, che mancherà alla Germania».

Hans Magnus Enzensberger: un intellettuale a tutto tondo

Hans Magnus Enzensberger
Hans Magnus Enzensberger 14 October 2017. Ph: Nicolas Armer

Si è spento ieri 24 novembre, all’età di 93 anni. Come ha dichiarato la portavoce del cancelliere Olaf Scholz, nella conferenza stampa a Berlino «con Hans Magnus Enzensberger perdiamo un grande scrittore ed intellettuale tedesco, che mancherà alla Germania». Enzensberger, è stato certamente uno dei maggiori scrittori e intellettuali tedeschi del dopoguerra, incarnando la figura dell’intellettuale a tutto tondo alla perfezione. Nel corso della sua longeva vita, non è esagerato dire che si è occupato davvero di tutto. Innanzitutto Hans non concepiva quella netta distinzione, che si è soliti fare, tra studi scientifici e umanistici. Il fatto che coltivasse come interessi principali la matematica e la poesia, solitamente incompatibili, parla da sé. Per Enzensberger, qualsiasi persona colta deve cercare di comprendere tutto, senza distinzioni.

Escludere degli aspetti del sapere è per lo scrittore una forma di «castrazione intellettuale». Non a caso il suo best seller più noto si intitola Il mago dei numeri, un libro per rendere la matematica più accessibile ai bambini. Al centro della sua produzione letteraria si inseriscono gli argomenti più disparati: saggi di politica, letteratura per ragazzi, teorie dei mass media e molti altri ancora. Nato nel 1929 in Baviera, Hans Magnus Enzensberger ha conosciuto da vicino il Terzo Reich, dopo essere stato arruolato nella sua milizia territoriale. In gioventù Hans ha partecipato al club letterario “Gruppo 47” (di cui erano membri Guenter Grass e Heinrich Boell, entrambi Premi Nobel).

Cittadino del mondo

Il poliedrico scrittore tedesco può essere definito un vero e proprio “cosmopolita”. Enzensberger ha vissuto in diverse città del mondo, fra cui anche l’Italia. Proprio quello che è definito da molti il suo più grande capolavoro, prende ispirazione da Dante: si tratta della raccolta di poesie La fine del Titanic (1980) in cui il padre della lingua italiana compare tra i personaggi. Ma, sono tante altre le tappe che hanno segnato il suo cammino. Durante gli anni della contestazione giovanile fonda una rivista culturale “Kursbuch“, e sempre in quello stesso periodo si traferisce a Cuba. Hans amava definirsi «un giovane arrabbiato» si scagliava contro il consumismo sfrenato che caratterizzava la Germania occidentale, colpevole secondo lo scrittore di aver dimenticato il passato. Attraverso un uso a dir poco magistrale del sarcasmo riusciva a trattare temi di un certo spessore, con leggerezza, percepita soprattutto dal lettore.

Rossella Di Gilio

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