A proporli, pochi giorni fa, era stato lui stesso; eppure, giovedì, Vladimir Putin, non andrà a Istanbul, dove sono previsti nuovi colloqui di pace con l’Ucraina. Ieri sera l’agenzia di stampa statale russa (Tass) ha pubblicato la lista ufficiale dei membri della delegazione, approvata dal presidente: a rappresentare la Russia sarà Vladimir Medinsky, già caponegoziatore nelle fallimentari trattative del 2022, che si erano svolte sempre in Turchia.

Con lui, altri funzionari, seppur non di primissimo piano: tra questi, saranno presenti Mikhail Galuzin e Alexander Fomin, vice ministri degli Esteri e della Difesa. L’Unione Europea aveva recentemente richiesto un cessate il fuoco di trenta giorni, minacciando in caso contrario nuove e più dure sanzioni contro la Russia in caso di rifiuto. Anche il presidente Donald Trump si era detto d’accordo.

Putin salta i colloqui di pace, nonostante l’invito di Zelensky

Putin
Il presidente Zelensky si era detto disponibile all’incontro con Putin

Dal canto suo, domenica, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva accettato l’incontro con lui; il primo gesto distensivo da parte di entrambi dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa. Queste le sue parole: «Attendiamo un cessate il fuoco completo e duraturo, a partire da domani, per fornire le basi necessarie per la diplomazia. Non ha senso prolungare le uccisioni. E aspetto Putin in Turchia giovedì. Di persona. Spero che questa volta i russi non cercheranno scuse». Putin non aveva mai confermato la sua presenza in prima persona, ma la sua apparente apertura aveva fatto ben sperare.

I negoziati risalenti a marzo 2022 erano velocemente falliti a causa delle richieste del Cremlino. Il governo di Mosca, infatti, esigeva la neutralità dell’Ucraina e imponeva dei limiti alla possibilità per il Paese di avere un proprio esercito. Aveva invece posticipato qualsiasi discussione riguardante i territori occupati.

Federica Checchia

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