Amazon, i nuovi licenziamenti e la crisi dei colossi del big tech

Foto dell'autore

Di Stefano Delle Cave

Una nuova forbice sui posti di lavoro. È quanto annunciato dall’ad di Amazon Andy Jassy, in una mail ai dipendenti, prevedendo il licenziamento di altre 9000 persone. È il secondo blocco dopo quello di 18000 posti tagliati a gennaio. Ad essere colpiti stavolta Amazon Web Services, risorse umane e Twitch. Quella del colosso delle vendite online è una strategia simile a quella voluta da Zuckerberg per Meta. Un fatto che sottolinea ancora una volta la crisi dei colossi del big tech dopo i numeri da capogiro raggiunti con la pandemia

I nuovi licenziamenti di Amazon

Photo Credits:open.online

Abbiamo appena concluso la seconda fase del nostro piano operativo la scorsa settimana, e vi scrivo per condividere che intendiamo eliminare altre 9.000 posizioni nelle prossime settimane. E’ una decisione difficile ma riteniamo che sia nel miglior interesse della società nel lungo termine”. È quanto si legge, come battuto dall’Ansa, su una mail inviata dall’ad di Amazon Andy Jassy ai dipendenti del colosso di Jeff Bezos. Jassy spiega inoltre che , come si legge sul Fatto Quotidiano “alcuni potrebbero chiedersi perché non abbiamo annunciato queste riduzioni di ruolo insieme a quelle annunciate un paio di mesi fa. La risposta breve è che non tutti i team hanno completato le loro analisi alla fine dell’autunno e, piuttosto che affrettare queste valutazioni senza la dovuta diligenza, abbiamo scelto di condividere queste decisioni man mano che le prendevamo, in modo che le persone avessero le informazioni il prima possibile”.

Questa decisione di Amazon è il secondo drastico provvedimento dopo il taglio di 18000 dipendenti imposto a gennaio. Ad essere colpiti stavolta i lavoratori di Amazon Web Services, delle risorse umane di Twitch. È un provvedimento simile a quelli presi da molti colossi del big tech come Google e Meta. Mark Zuckerberg aveva infatti annunciato la scorsa settimana 10000 nuovi licenziamenti, dopo gli 8000 di novembre, nella sua azienda e che il 2023 sarebbe stato “l’anno dell’efficienza”. A Google invece la scure si era abbattuta su 12000 dipendenti per un totale, se si tiene conto del numero dei licenziamenti degli altri colossi del settore, che va oltre i 200000 posti di lavoro perduti.

La crisi dei colossi del Big tech

Il periodo della pandemia era stato caratterizzato per aziende come Amazon da una continua assunzione di dipendenti per far fronte alla crescente domanda dei consumatori e garantirsi nuovi introiti che sembravano senza fine. Poi quest’anno a causa dell’aumento vertiginoso dell’inflazione molti consumatori hanno deciso di fare acquisti più controllati o in molti casi di stringere letteralmente la cinghia. Per questo una strategia che durante la pandemia sembrava vincente, si è rivelata per i manager dei colossi del big Tech una drammatica scelta perdente. Si spiega allora come per contenere i costi a fronte di guadagni inferiori rispetto agli anni precedenti, quest’anno ci siano stati migliaia di licenziamenti di dipendenti che hanno dovuto pagare le scelte sbagliate dei loro capi.

Stefano Delle Cave

Seguici su Google news