Ang Lee, il grande cinema da Taiwan a Hollywood e all’Europa

Ang Lee è uno dei più grandi registi taiwanesi di tutti i tempi
Ang Lee, fonte whatshihsaid.com

Compie 66 anni Ang Lee. Il regista taiwanese è uno dei più acclamati dalla critica e dei più premiati al mondo. Ha conquistato ben 3 Oscar, due Orsi d’oro, due Leoni d’oro e 4 Golden Globe. Il suo cinema ha il merito di unire il filone asiatico con quello americano non rinunciando in alcuni casi ad una regia altamente sperimentale.

Il cinema di Ang Lee

Sin dai primi film come “Banchetto di nozze” e “Mangiare, Pregare, Bere, Uomo donna” appaio già evidenti due elementi importanti del cinema di Ang Lee. Il primo quello di coniugare elementi e generi propriamente asiatici con quelli americani. Il secondo è quello di una regia altamente raffinata attenta ad ogni minimo particolare. Quest’ultima diviene sempre più sontuosa e spettacolare a partire da un film che è diventato un vero e proprio spartiacque per questo regista taiwanese come “La tigre e il dragone

Con questo film che gli fa vincere l‘Oscar come miglior film straniero Lee è pronto per il grande salto che sarò definitivo con la successiva pellicola. Stiamo parlando di “I segreti di Brokeback Mountain” un film che racconta l’amore omosessuale senza pregiudizi e stereotipi colmando un vuoto che da tempo esisteva nel cinema americano. Un lungometraggio destinato a far discutere come il successivo “Lussuria – Seduzione e tradimento” in cui non mancano scene esplicite di violenza e sesso.

Il trailer di La tigre e il dragone

Ang lee per gli effetti speciali

Nemmeno ovviamente Ang Lee poteva non essere influenzato dalla grande rivoluzione digitale lanciata dalla Marvel negli inizi del ventunesimo secolo. Il regista taiwanese ha diretto infatti, partecipando ai cosiddetti cinecomic, “Hulk” che si è rivelato un vero insuccesso nonostante la regia altamente sperimentale. Una pellicola che però è servita ad Ang Lee per prendere dimestichezza con la CGI.

Il regista taiwanese ha poi riutilizzato con successo la computer grafica in “Vita di Pi”, il film che gli è valso il suo terzo Oscar. Un grande uso degli effetti speciali che si trova anche nel suo ultimo lungometraggio “Gemini Man”, un thriller fantascientifico che come protagonisti un uomo ed un suo clone.

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