Musica

Antonio Vivaldi, il Re delle stagioni

Antonio Vivaldi, autore classico e barocco conosciuto soprattutto per ”Le quattro stagioni” è stato da poco reinterpretato dall’organista e clavicenbalista Fabio Bonizzoni in un concerto tenutosi il 26 di febbraio a Milano con il titolo di ”Concerti visionari”. La riproduzione della famosa opera racconta quanto la musica classica possa essere ancora estremamente attuale.

Sebbene il 2022, come del resto anche gli anni precedenti, si appresti ad essere un anno all’insegna della musica trap non bisogna dimenticare l’importanza e la modernità di Vivaldi. Il compositore è infatti stato in grado di descrivere a suon di musica la natura. Ascoltando Vivaldi non si può che ritrovare nelle sue note il suono della pioggia, il vento, i fiori che sbocciano.

Vivaldi racconta le stagioni attraverso la musica

Il celebre compositore veneziano è nato nel marzo del 1678. Il padre violinista, probabilmente a causa della sua costituzione cagionevole, decide di indirizzarlo alla professione ecclesiastica. Nonostante questo, il giovane Vivaldi prosegue i suoi studi musicali diventando lui stesso violinista All’età di 25 anni viene ordinato sacerdote, senza però mai allontanarsi dal suo primo amore: la musica.

Nel 1704, primo anno di sacerdozio, inizia a lavorare presso il Pio Ospedale della Pietà a Venezia come maestro di violino. Proprio qui lavora per diversi anni, dedicandosi non solo all’insegnamento ma anche alla composizione di diverse opere. Nel 1705 viene pubblicata la sua prima opera, le ”Sonate, op. 1”, dodici sonate per violino e basso. Seguono nel 1708 altre sonate per violino e nel 1711 ”l’estro armonico”, terza composizione del musicista. Quest’ultima opera in particolare, porta Vivaldi ad essere conosciuto in tutta Europa.

Il veneziano dimostra il suo estro fin da subito

Vivaldi decide di lasciare Venezia nel 1718 dopo aver ricevuto il prestigioso incarico di Maestro di cappella da camera a Mantova dal principe Filippo d’Assia-Darmstadt. Nella città lombarda il compositore rimane circa tre anni per poi recarsi anche a Roma. Appartengono a questi anni opere come ”Tito Manilo”, ”La Silvia” e ”L’ adorazione dei tre magi al bambino Gesù”.

Vivaldi, ormai raggiunto l’apice si dedica alla composizione delle ”Quattro Stagioni” composizione più celebre. Questo concerto per violino e archi viene pubblicato ad Amsterdam nel 1725 e fa parte dell’opera ”Il cimento dell’armonia e dell’invenzione” pubblicata da Michel-Charles Le Céne. Il musicista veneziano sancisce, grazie a questi quattro concerti, la sua carriera di compositore.

”Le quattro stagioni” rappresentano l’apice della carriera di Vivaldi

”Le quattro stagioni” in particolare, rappresentano il punto di maggiore successo per Vivaldi. Proprio fra queste note sembra che il compositore sia stato in grado di plasmare la natura e tramutarla in musica. Ed è proprio questa sua capacità a rendere il musicista così attuale. I quattro concerti rappresentano rispettivamente la Primavera in mi minore, l’Estate in sol minore, l’Autunno in fa maggiore e infine l’Inverno in fa minore. Le stagioni sono state ottenute da Vivaldi grazie all’uso di diversi suoni e tonalità prodotti dagli archi.

I quattro concerti sono a loro volta suddivisi in tre movimenti interni che rappresentano un momento particolare della stagione. Ogni concerto a sua volta viene accompagnato un sonetto. Nella primavera i violini si trasformano grazie ad un allegro nel canto degli uccelli. Successivamente viene raccontato il riposo di un pastore e una danza finale. Curiosa invece la rappresentazione della stagione estiva che esplode con i suoi temporali disturbando il sonno del pastore dando spazio all’impeto della pioggia. L’autunno allegro si apre con la vendemmia e poi festeggiando Bacco sino a giungere al periodo di caccia. L’inverno infine, si apre con un vento gelido seguito dalla pioggia. Tutto infine si acquieta e finisce nel clima invernale.

Miryam Saturno

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