Dopo Chiara Poggi e Serena Mollicone, la Corte di Cassazione ha deciso di riaprire anche il caso riguardante l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. Nella giornata di ieri, infatti, è stato disposto un nuovo processo d’appello per Gabriel Natale Hjorth, uno dei due studenti statunitensi condannati per il delitto, risalente al 2019. Il ragazzo e l’amico Finnegan Lee Elder erano stati condannati all’ergastolo in primo grado; successivamente, la Corte d’Appello aveva ridotto le pene a ventidue e ventiquattro anni.

Nel 2023 la Cassazione ha ordinato un nuovo processo, con l’intento di riesaminare la gravità di alcuni dei reati contestati. La condanna è stata confermata, ma, al tempo stesso, la pena è stata ulteriormente alleggerita. Adesso, la Corte ha accolto il ricorso della difesa contro la condanna a undici anni e quattro mesi di Hjorth per concorso in omicidio.

Caso Mario Cerciello Rega: la notte dell’omicidio

Mario Cerciello Rega
Mario Cerciello Rega il giorno del suo matrimonio

L’assassinio del vicebrigadiere risale alla notte fra kl 25 e il 26 luglio del 2019. Elder e Hjorth, all’epoca appena maggiorenni, avevano provato ad acquistare delle droghe illegali nel quartiere di Trastevere attraverso Sergio Brugiatelli. L’intermediario li aveva condotti da uno spacciatore che aveva venduto loro delle tachipirine, facendole passare per sostanze stupefacenti. I ragazzi, però, si erano accorti dell’inganno, e avevano rubato a Brugiatelli lo zaino, chiedendo indietro i soldi già spesi.

Quest’ultimo aveva però denunciato Elder e Hjorth e, all’incontro con loro concordato per lo scambio, si erano presentati Cerciello Rega e il collega Andrea Varriale. Entrambi erano disarmati e in borghese. Sul posto era nato uno scontro, culminato con le undici coltellate inferte da Elder al carabiniere, che aveva perso la vita. Le forze dell’ordine avevano arrestato i due studenti il giorno seguente: stavano preparando i bagagli per fuggire negli Stati Uniti.

Federica Checchia

Seguici su Google News