Icona della musica gospel e soul, Aretha Franklin è stata inserita tra i dieci artisti più grandi nella storia della musica. Con ventuno Grammy Awards vinti tra il 1968 e il 2008 è la prima donna a far parte della Rock and Roll Hall of Fame nel 1987.

Cinquant’anni di carriera per colei che è stata la maggiore ispirazione di molteplici cantanti: da Anastacia, Elisa, Giorgia, fino a Beyoncé e Alicia Keys, che hanno eseguito cover dei suoi brani più famosi. Il Michigan, Stato in cui è scomparsa il 16 agosto 2018, ha dichiarato ufficialmente la sua voce una “meraviglia della natura”. Ai funerali, svolti a Detroit, sono stati presenti celebri personaggi: Bill Clinton e sua moglie in primis, Stevie Wonder e Jesse Jackson.

Aretha Franklin: l’inizio del successo e il declino commerciale

Dopo lo scarso successo dei primi cinque album incisi per la Columbia, nel 1967 Aretha passa all’etichetta Atlantic Records e diventa simbolo delle minoranze afroamericane con la cover del brano “Respect”. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta numerosi dischi della cantante scalano le classifiche statunitensi, piazzandosi ai primi posti. Gli album spaziano dal gospel al blues, fino ad arrivare al pop e al rock and roll. Tra le sue interpretazioni più celebri: “Eleanor Rigby” dei Beatles e “Bridge over Troubled Water” di Simon & Garfunkel.

All’inizio degli anni Settanta la cantante comincia ad avere un ruolo sempre più importante nella produzione delle sue canzoni. Nel 1973 il suo album “You” (nel quale è contenuto il classico soul “Angel”) non ottiene il successo sperato, poiché in quel periodo la disco music inizia a monopolizzare il mercato. Pertanto, fino al 1976 Aretha torna a collaborare con i suoi vecchi produttori, ma i consensi del pubblico e della critica vanno sempre più a scemare.

La rinascita e gli ultimi anni di carriera

Nel 1980 la Regina del Soul partecipa al film “The Blues Brothers”, dove esegue il suo vecchio successo del 1968 “Think”. La firma con l’etichetta Arista Records e i singoli “United Together” e “Love All the Hurt Away” la riportano ai vertici delle classifiche. Il duetto con George MichaelI Knew You Were Waiting (For Me)” del 1987 diviene la sua seconda canzone numero uno negli Stati Uniti. Nel 1998 Aretha si esibisce ai Grammy per sostituire Luciano Pavarotti, improvvisando in venti minuti un’interpretazione di “Nessun Dorma”; la performance è considerata una delle più grandi di sempre alla manifestazione.

All’inizio degli anni Duemila la cantante ha continuato ad incidere album da Detroit, città in cui viveva. Il 29 dicembre 2015 si è esibita con “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman” per il Kennedy Center Honors a Carole King, ottenendo la commozione del pubblico e dell’allora Presidente Barack Obama. La sua ultima performance risale al 7 dicembre 2017 con il brano “I Say a Little Prayer”. Otto mesi dopo ci avrebbe lasciati per un cancro al pancreas, con più di cinquanta album pubblicati e una stella nella Hollywood Walk of Fame, per ricordare a tutti che Lady Soul  è immortale.

Flavia Carrogu

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